Alla scoperta del miglio, compagno dell'uomo.
Il Panicum miliaceum è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Poaceae e rientra nel raggruppamento dei cereali minori.
Il miglio da lunghissimo tempo ha un legame stretto e profondo con l'uomo. Insieme infatti ad altri alimenti come orzo, frumento e ortaggi, solo per citarne alcuni, era alla base dell'alimentazione sumera.
Le sue colture sono originarie di Asia e Africa. La domesticazione del miglio perlato avvenne nell'Africa centro-settentrionale attorno al 4500 a. C. E' ancora molto coltivato nell'Africa occidentale e in altre aree; la più antica testimonianza della sua coltivazione viene dal Mali e risale al 2500 a. C.
Viene consumato generalmente sottoforma di polenta. Anticamente era un alimento importantissimo per le popolazioni dell'Africa e dell'India, oggi è il sesto cereale per importanza a livello mondiale e sfama un terzo della popolazione.
Com'è capitato per altri cereali considerati "inferiori" rispetto al nobile grano, era utilizzato per la panificazione durante le carestie o le cattive annate dei raccolti ed era uno dei tanti surrogati che le povere persone utilizzavano per la loro alimentazione e, al tempo stesso, era impiegato anche per l'alimentazione del bestiame. La Scuola Salernitana non aveva una considerazione positiva del pane fatto col nostro protagonista, ritenendolo infatti non adatto all'alimentazione umana.
Va però ricordato che nella storia delle guerre e conquiste anche in territorio italiano, i veneziani assediati dai genovesi si salvarono proprio grazie alle importanti scorte di miglio che possedevano.
Il miglio è presente però anche nell'alimentazione e cultura tedesche, tanto da essere il protagonista di alcuni miti e credenze antiche.
Nella tradizione contadina dei secoli scorsi il miglio era legato all'uccisione del maiale col cui sangue, unito al nostro protagonista, si preparavano i migliacci.
Il migliaccio è anche un dolce della cucina campana che ha il riconoscimento P.A.T. E' tipico soprattutto dei comuni della Valle Caudina che si divide tra le province di Benevento e Avellino. E' una specie di pastiera cotta al forno ed è il piatto del martedì grasso. Può essere sia dolce che salato, è costituito da ingredienti specifici: miglio (oggi sostituito spesso da semolino), ricotta, uova, scorza d'arancia e zucchero ma le varianti sono molte.
Prima dell'ampia diffusione di mais e patate era molto presente anche in area padana. Il "pan meino" o "pan de mej"è un dolce tipico lombardo diffuso soprattutto nelle aree di Milano, Monza, Lodi, Lecco e Como. E' una sorta di focaccia col nostro protagonista aromatizzata con fiori di sambuco ed è un dolce povero che affonda le proprie radici nei secoli scorsi.
Oggi il miglio è molto utilizzato per preparare zuppe, insalate e secondi piatti in chiave vegana. La sua farina è anche molto utilizzata nella formulazione di prodotti gluten free.
Un prodotto semplice ma che ha unito Nord e Sud, Oriente e Occidente, ponte tra culture, sapori e tradizioni differenti. Un dono da riscoprire e proporre, anche nelle cucine dei ristoranti!



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