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Dalla cucina ai vestiti: i mille usi dell'ortica.

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 Moltissime erbe appartengono al sistema culturale dei vari territori, non solo italiani, definendo così le capacità dell'uomo di adattarsi e di trarre beneficio da ciò che lo circonda e che la natura, nel corso dei secoli, gli ha messo a disposizione. Il mondo vegetale , proprio per questo, credo sia uno degli esempi più significativi di quanto affermato: non solo erbe, anche fiori e le differenti parti delle piante sono da sempre utilizzate in cucina, medicina e nella cura domestica. Alcuni di questi tuttavia presentano caratteristiche particolari: difficoltà a essere trattate o raccolte, somiglianza con specie pericolose, laboriosità dei processi di trasformazione; l' ortica rientra indubbiamente in questo discorso. Essa è infatti una pianta molto utilizzata nella cultura contadina, sotto vari aspetti: curativo, alimentare ma anche per realizzare tessuti. Il suo utilizzo è consolidato nella storia, era infatti già utilizzata e consumata in antichità da Greci e Romani. Tutt

Cibo e cinema, un matrimonio perfetto! Il caso di Ugo Tognazzi.

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  Ugo Tognazzi è stato tra i protagonisti di uno dei miei film preferiti: " La grande abbuffata " del 1973 di Marco Ferreri , che ho avuto occasione di citare più volte in numerosi approfondimenti. Nella nota pellicola interpreta i panni di un abile cuoco profondo conoscitore della cucina e della cultura del cibo. Il legame fondamentale che anima l'intera narrazione è quello esistente tra due forme di piacere: culinario e sessuale, aspetti della vita non separati ma l'uno inserito nell'altro in una forte unione e influenza reciproca. Un rapporto quindi complesso e articolato, che sintetizza alla perfezione quello che ha avuto per tutta la sua vita il nostro protagonista con la cucina.  Non è un caso se la sua forte passione (e predisposizione) gastronomica emerge anche nei film, uno degli esempi più importanti che possono essere fatti è il film Satyricon di Gian Luigi Polidoro del 1969 che ha come fonte d'ispirazione la celebre opera di Gaio Petronio Arbitro

L'inizio della festa: colazione pasquale.

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  Il cibo scandisce lo scorrere della vita quotidiana e celebra i giorni di festa degli individui e delle comunità a cui appartengono. Ogni Paese del mondo nel corso dei secoli ha utilizzato alimenti all'interno di riti religiosi o ha elaborato preparazioni per onorare particolari ricorrenze. Uno degli elementi che lega le differenti religioni è proprio questo: l'alimentazione e lo straordinario patrimonio culturale e sociale a essa associato. Anche nel credo cristiano ciò di cui ci nutriamo occupa da sempre un ruolo fondamentale non solo all'interno dei riti, ma anche nelle tradizioni popolari che nel tempo si sono affiancate alle differenti ricorrenze del calendario religioso. La Pasqua è indubbiamente un esempio significativo di tutto ciò, festa importantissima del calendario legato alla fede é anche, inevitabilmente, ricca di tradizioni gastronomiche. Ognuna è differente non solo da una località all'altra ma anche nei vari momenti che costituiscono questa importa

Forme della festa: pane e pizza pasquali.

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La Pasqua è, generalmente, la festa più importante della religione cristiana. Nel corso del tempo per celebrarla si sono sviluppate moltissime tradizioni differenti tra loro, anche nel mondo del cibo. Ogni Paese infatti ha elaborato un insieme di piatti, dolci e salati, per onorare questo giorno e, in senso ampio, quelli che lo precedono e seguono. In Italia, soprattutto, ogni regione ha numerosissimi piatti che hanno un profondo legame con le tradizioni religiose e popolari delle varie città o, anche con territori circoscritti. Ci sono prodotti che sono notoriamente associati a questa solennità, primeggiando così sulle tavole italiane da Nord a Sud: la colomba , l' uovo e l' agnello sono solo tre esempi noti. Al loro fianco si pongono anche squisitezze straordinarie, non sempre conosciute ma comunque dense di storia e significati. Nello specifico, esistono alcune categorie alimentari che entrano nei consumi dei giorni di festa con un'immagine particolare, insolita rispe

Cibo e paesaggio: riflessioni attorno a un rapporto millenario.

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Cibo e paesaggio formano un legame importantissimo su cui non si riflette abbastanza. Unione che oggi spesso è fraintesa e su cui l'attenzione è rivolta alle (legittime) preoccupazioni legate al rapporto tra determinate forme di agricoltura/allevamento e impatto ambientale .  In realtà il tema oggetto di questo approfondimento è denso di significati e implicazioni importanti per la cultura e si è espresso nel corso della storia attraverso numerose variabili, anche diversissime tra loro. (I terrazzamenti, tipici della Liguria) Rapporto che, in realtà, non è solo in un senso ma è un vero e proprio scambio. Per parlare di ciò occorre fare alcune considerazioni sul concetto di " paesaggio " e " paesaggio natural e". Quando infatti utilizziamo questi due termini ci riferiamo generalmente a località in cui la natura domina apparentemente incontrastata nelle sue multiformi espressioni: morfologia dei territori, piante e animali. Ho utilizzato il termine "apparente

Tradizioni di metà quaresima.

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  Ci sono alcune tradizioni che, più di altre, sono poco conosciute, per molti fattori: non sono presenti in tutti i territori, sono un retaggio molto antico, in molti casi sono cadute in disuso; il tema protagonista di questo approfondimento rientra proprio in tutti questi aspetti. A metà quaresima infatti in alcuni territori italiani si organizzano feste e pratiche che mescolano il folklore a riti di matrice molto antica. Un insieme di tradizioni multiforme associato al giovedì grasso , giorno particolare in alcune provincie italiane perché dedicato ai festeggiamenti e, conseguentemente, al temporaneo abbandono del rigore quaresimale. In varie località infatti, è bene precisarlo, con tale termine non si intende l'ultimo giovedì prima dell'inizio della quaresima ma quello posto a metà del percorso penitenziale. Un giorno che in realtà racchiude numerose tradizioni al suo interno: vi è anzitutto l'influenza religiosa dovuta alla vicinanza della quarta domenica di questo pe

Altro che favole! Raperonzoli tra cucina, territorio e tradizioni locali.

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  Le erbe spontanee sono un tesoro prezioso per i nostri territori, non solo in termini di diversità ma anche e soprattutto per il patrimonio culturale e storico. Lo sanno bene i numerosi appassionati, associazioni di tutela o riscoperta ed enti che in tutta Italia, soprattutto negli ultimi anni, fanno conoscere le diverse varietà vegetali, i modi di raccoglierle, conservarle, cucinarle e, non da ultimo, il rispetto dovuto alla natura quando si cercano. Del resto la loro presenza e utilizzo all'interno della cucina e tradizione rurale dei secoli scorsi non è solo l'immagine di povertà legata alle generazioni che ci hanno preceduto, ma anche la capacità di utilizzare le risorse del territorio, rispettandolo e avendone cura. Il raperonzolo è un'erba molto particolare, poco conosciuta, indubbiamente densa di storia e tradizione. Raccolta e consumata in molti territori italiani, soprattutto al centro-nord, è oggetto di tutela e attenzione per il fatto che viene letteralmente sr