Valentino Garavani, maestro (anche) della tavola!

 

La morte di Valentino Ludovico Clemente Garavani, conosciuto semplicemente come Valentino (Voghera, 11 maggio 1932 - Roma, 19 gennaio 2026)  segna uno spartiacque nella moda ma anche nel mondo dello stile e del lusso. Se ne va certamente uno degli ultimi maestri del gusto e dell'eleganza, grande protagonista non solo del complicato mondo della moda ma, anche e soprattutto, del suo tempo e di un pezzo importantissimo di storia del costume del Novecento.

Un uomo che non ridusse mai le proprie creazioni a meri strumenti per stupire o per far parlare di sé ma come alleati delle donne e mezzi per esaltare la loro bellezza. Un grande ambasciatore della qualità, oltre che dell'eleganza e dello stile!





Certamente era uno stilista dal profondo gusto estetico e dalla passione per la cura del dettaglio non solo sul lavoro ma, più in generale, in ogni ambito della sua vita. Le sue meravigliose dimore, gli arredi e la cura con cui erano custodite e vissute testimoniano il suo autentico amore per la bellezza e il senso del gusto. Aspetti che, non è così scontato, erano presenti anche nel suo rapporto con la tavola e il mondo del cibo.

Anche in questi ambiti era il senso estetico e la cura dei dettagli che lo guidavano nella scelta di ogni particolare che poteva comporre un'apparecchiatura: dalla tovaglia in lino alle porcellane storiche di grande pregio ai meravigliosi servizi di posate e centritavola. Che fosse un evento privato (amici, parenti, conoscenti) o mondano, tutto era studiato non per stupire o come esibizione di possibilità economiche, ma per rendere l'evento bello, accogliente e degno delle persone che sedevano alla sua tavola.

Un libro particolare pubblicato nel 2014 "Valentino: At the Emperor's table" è un documento importantissimo non solo delle meravigliose tavole allestite nelle sue dimore, ma anche attorno alle collezioni di proprietà dello stilista legate all'apparecchiare, all'attenzione in ogni minimo dettaglio e, non da ultimo, sul suo profondo senso del gusto applicato nell'arte del ricevere.

Un uomo estremamente rigoroso e preciso sul lavoro ma anche nel rapporto col cibo. Non amava gli eccessi, soprattutto gastronomici, e i piatti estremamente lussuosi. Adorava la cucina italiana e le sue squisitezze, soprattutto quelle a base di verdure che non dovevano mai mancare sulla sua mensa. Anche i primi piatti erano molto amati, non solo quelli con materie prime di stagione ma adorava molto anche il risotto alla milanese e la pasta al pomodoro (soprattutto le pennette). Consumava pochissima carne rossa e cercava di limitare molto anche i carboidrati raffinati, preferendo quelli integrali.

Non apprezzava aglio e pepe mentre amava con misura il peperoncino

Un uomo che apprezzava molto anche le squisitezze del Sud di cui faceva rifornimento durante i suoi soggiorni.

Cultore del gusto insomma, a tuttotondo. Amante non solo dei prodotti genuini e sani (con un'attenzione particolare al lato salutistico) ma anche alla bellezza che si cela in un'apparecchiatura perfetta, nell'utilizzo di materiali di qualità e stoviglie che profumano di storia e tradizione. Un uomo quindi da ammirare, anche in campo alimentare, che non ostentava ricchezza e opulenza ma che emanava il suo profondo senso estetico, anche nel mondo del cibo!

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