Marcello Mastroianni e il cibo.

 

Marcello Mastroianni (Fontana Liri, 26 settembre 1924 - Parigi, 19 dicembre 1996) fu un grande attore italiano, uno dei più conosciuti e apprezzati all'estero e che lavorò con registi e altri attori importantissimi.

Fu certamente anche un grande estimatore della cucina e del mondo del cibo, non a caso questo legame particolare è presente anche in molti personaggi che interpretò nel corso degli anni.

Tra tutti non posso non citare il film "La grande abbuffata" di Marco Ferreri del 1973, di certo tra i miei preferiti tra quelli che hanno come protagonisti anche il mondo alimentare. Nella pellicola il nostro protagonista interpreta Marcello, pilota dell'Alitalia morbosamente legato al sesso ma anche alle passioni culinarie, non a caso il film inizia proprio con lui che scende dall'aereo e si fa aiutare da un'assistente di volo per far rotolare giù dal velivolo una grossa forma di formaggio.


(scena dal film "il nemico di mia moglie", 1959)


Un attore molto goloso e poco incline a seguire diete o regimi alimentari rigidi (che gli erano consigliati per alcuni film). Debolezza questa che deriva certamente dal suo profondo rapporto con la fame, compagna sgradita della giovinezza che caratterizzò le vite di molti altri attori del secolo scorso, prima che diventassero famosi.

Del resto il legame tra cinema, teatro e fame è molto saldo e ha caratterizzato la nascita ed evoluzione di molti personaggi importanti, sia reali che frutto della fantasia di scrittori o registi.

Marcello Mastroianni amava molto i prodotti della tradizione e i piatti genuini, come il risotto alla pescatora che mangiava a Ostia durante le sue fughe gastronomiche, o estremamente semplici e quotidiani come l'uovo al tegamino.

Anche minestre e zuppe erano tra i suoi piatti preferiti, un esempio su tutti è costituito da pasta e ceci piatto che, non a caso, è presente nel film "I soliti ignoti", commedia del 1958 diretta da Mario Monicelli. Nel film i ladri, dopo aver fallito la rapina, per consolarsi dell'insuccesso, si fermano a mangiare la minestra nella cucina della casa dove erano andati per poter accedere al "banco dei pegni".

In un'intervista Mastroianni ammise di non capire quelli che non amano mangiare e di diventare sospettoso quando a tavola qualcuno non mangiava.

Era anche un nomo molto attento alle tradizioni e ai riti legati alla tavola e alle preparazioni gastronomiche, soprattutto se collegate a particolari occasioni dell'anno. Curiosa a tal proposito è la testimonianza di Raffaella Carrà, in un'intervista infatti raccontò come nel 1966 in occasione dello spettacolo  "Ciao Rudy", che fecero insieme al Teatro Sistina a Roma, fu proprio lui a consigliarle di mangiare gli spaghetti col tonno alla Vigilia di Natale perché era un piatto che portava molta fortuna. Una tradizione e credenza che divenne così anche quella di Raffaella!

Gusti, aneddoti e amori gastronomici di un uomo gentile, raffinato e molto particolare e, al tempo stesso, di un attore unico e molto amato. Un modo diverso per scoprire un altro volto di Macello Mastroianni!

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