Tradizioni gastronomiche attorno alla Candelora.
La Candelora, che si celebra il 2 febbraio, è una festa molto antica che ha radici già nei riti purificatori dei Romani. Con l'avvento del Cristianesimo, però, con tale nome si andò a designare l'insieme dei riti di matrice popolare che ruotano attorno alla ricorrenza religiosa della Presentazione di Gesù al Tempio, festa che ricorre 40 giorni dopo il Natale.
Data importante quindi che racchiude in sé riti e usanze complessi, coinvolgendo anche il mondo agricolo e alimentare. Una delle tradizioni più conosciute ma che, purtroppo, a causa dei ritmi frenetici in cui siamo sommersi non vengono più rispettate è quella di smontare il presepio proprio in questa occasione.
Altra pratica che, a differenza delle precedenti, è particolarmente sentita è la benedizione delle candele e dei ceri nelle chiese. Ciò deriva dal passo del Vangelo che descrive l'episodio citato in precedenza e, in particolare, le parole del vecchio Simeone che descrive Cristo come: " Luce per illuminare le genti ".
Le tradizioni popolari si sono intrecciate a questi significati religiosi originando numerosi riti e credenze: una di queste riguarda le previsioni meteo. Si crede infatti che, se durante questa festa splende il sole, l'inverno lascerà presto spazio alla primavera; aspetto fondamentale anticamente per i lavori in campagna. Non mancano certo i significati connessi al ritorno della luce e, di conseguenza, della vita, al risveglio della natura e della fertilità.
In molte zone la ricorrenza di cui vi sto parlando coincide con i festeggiamenti legati al Carnevale e quindi, spesso, ai dolci che si preparano in quel preciso periodo. Su tutti trionfano certamente le frittelle, proposte in numerosissime varianti differenti a seconda dei territori in cui sono preparate e, soprattutto, delle tradizioni culinarie che in essi dimorano. Possono essere naturalmente sia dolci che salate.
Altra credenza popolare con cui la nostra protagonista si interseca, soprattutto sul piano alimentare, sono i giorni della merla, ovvero gli ultimi 3 giorni di gennaio considerati, per tradizione, i più freddi dell'anno. Proprio in tale periodo vengono cucinati soprattutto al Nord piatti particolarmente sostanziosi come la cassoeula, la bagna cauda, i bolliti e, immancabili, i ravioli in brodo.
La proposta che però per tradizione è associata alla Candelora è la crepe. Tutto deriva da una leggenda: in occasione di questa festa Papa Gelasio I, nel V secolo d. C., sfamò i pellegrini che provenivano dalla Francia con delle sottili sfoglie di pasta particolare, definite proprio dai francesi "crepes". Quelle proposte però non erano dolci ma salate, una tradizione in parte mutata o rimasta uguale a seconda delle aree geografiche.
Anche in Italia ci sono numerose preparazioni che vengono cucinate in occasione della Candelora e che ricalcano le orme di quelle citate in precedenza.
In Abruzzo per esempio, più precisamente a Teramo, ci sono le "scrippelle", sottili frittelle costituite da ingredienti semplici: farina, acqua e uova e consumate cotte nel brodo (una tradizione che, tra l'altro, ha similitudini con alcuni cibi presenti Oltralpe).
In Puglia ci sono le conosciutissime "pettole", frittelle molto gustose che esistono in innumerevoli varianti territoriali.
In Lombardia e, nello specifico, in Valtellina c'è il "paradell" (o cutizza o brusada), una specie di focaccia dolce di matrice povera.
Spostandoci in Piemonte, più precisamente in Valsesia, come non citare la "miaccia", una squisitezza che, tra l'altro, rientra nei PAT. Una sorta di cialda cotta per mezzo di un attrezzo specifico, il ferro delle miacce, e può essere consumata sia da sola o, nella maggior parte dei casi, abbinata ai formaggi tipici piemontesi e ai salumi.
In Tirolo invece ci sono i "kniakiachl", frittelle dolci farcite con confettura di frutti rossi mentre in Friuli ci sono le "crespelle della Candelora", crepes salate farcite con salsiccia e formaggio.
La maggior parte di queste proposte, è bene precisarlo, in passato erano cucinate nelle cucine popolari anche in occasione di altre feste, erano infatti preparazioni semplici ma che avevano la funzione di accompagnare i piccoli/grandi eventi dell'anno o, in generale, della vita.
Gusto, tradizioni e cultura che, come la Candelora, possono illuminare il nostro futuro ed essere delle leve importanti per il turismo italiano. Non dimentichiamocelo!



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