Arturo Toscanini e il cibo.
Arturo Toscanini ( Parma, 25 marzo 1867 - New York, 16 gennaio 1957) fu un direttore d'orchestra italiano.
E' considerato uno dei migliori direttori d'orchestra per la sua cura nei dettagli e il grande perfezionismo. Si ritiene anche che sia uno dei più autorevoli interpreti di Verdi, Beethoven, Brahms e Wagner.
Nonostante nacque da una famiglia molto modesta grazie al suo grande impegno e alla ferrea volontà raggiunse vette molto elevate.
Non tutti però sanno che questo colosso della storia della musica fu anche un grande appassionato di cucina e di prodotti alimentari. Fu un vero e proprio gastronomo, attento non solo al gusto, ai piatti e, più in generale, alla gastronomia ma soprattutto a tutto ciò che poteva ruotarvi intorno: la tavola anzitutto e il modo con cui era apparecchiata e pensata ma anche, più in generale, l'atmosfera dell'ambiente, la convivialità.
Un vero e proprio personaggio attento al dettaglio con una visione d'insieme che, anche nel mondo del cibo, non tutti ancora oggi possiedono, purtroppo! Certamente Toscanini, nonostante le sue origini modeste, grazie all'impegno e alla volontà riuscì non solo a diventare celebre ma, soprattutto, a scalare la società e a lavorare molto anche a livello internazionale. Proprio per questo il suo gusto e l'amore per l'armonia si arricchirono, anche in campo gastronomico, da sapori e pratiche provenienti da luoghi diversi tra loro.
Certamente però la sua terra natale, la splendida Parma, profondamente ricca non solo di arte ma anche e soprattutto di tesori culinari e gastronomici, occupò un posto speciale nel suo cuore influenzandone anche gusti e preferenze.
Amava molto, in generale, la cucina contadina e i piatti forti e ricchi di gusto che ne derivano. A tal proposito, un posto speciale nelle sue preferenze era occupato dalla cucina tradizionale lombarda e, in particolar modo, la cassoeula, piatto fortemente identitario e, al tempo stesso, profondamente connesso al territorio e alla sua storia ma anche alla matrice povera da cui deriva.
Amava molto anche la pera cotta al barolo chinato e grappa con cioccolato e sbrisolona, squisitezza che venne a lui dedicata in uno speciale menù presso il ristorante Savini di Milano.
Gusto, note e armonie che rivivono in un personaggio importantissimo non solo per la storia della musica ma anche e soprattutto per una cultura fatta di scambi, influenze e legami profondi, aspetti che oggi dimentichiamo troppo spesso!



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