Musica e gusto: aneddoti culinari attorno a Giacomo Puccini.

 

Giacomo Puccini (Lucca, 22 dicembre 1858 - Bruxelles, 29 novembre 1924) fu un compositore italiano, considerato tra i maggiori operisti di tutti i tempi. Nacque da una famiglia di musicisti, ascoltando e vivendo la musica fin da piccolo.

Nonostante da giovane fu poco incline allo studio visse un evento particolarmente importante per la sua vita: dopo l'ascolto della "Aida" a Pisa, si appassionò così fortemente alla musica da iscriversi al conservatorio di Milano. Un percorso di formazione a cui si dedicò con molta passione.

Un fuoco simile, certo, di minore intensità, lo accompagnò fin da giovane e lo mosse nei confronti della cucina e dei piaceri della tavola in generale. Un amore così forte da non fermarsi nemmeno davanti ai suoi alti e bassi di carattere economico, frequenti durante la giovinezza. Aveva infatti la capacità di elaborare piatti curiosi e gustosi con gli ingredienti che poteva permettersi, anche i più semplici come i ravanelli.


(Giacomo Puccini al pianoforte, 1900)


Una capacità certamente poco comune, indice anche di un carattere combattivo e particolare.

Legame forte e molto sentito quello tra il nostro protagonista e la cucina, tanto da non essere solo una passione temporanea o legata a una fase della vita ma che lo accompagnò lungo tutto il suo percorso. Amore che quindi rimase anche quando divenne un professionista affermato e ben pagato, soprattutto se si parla del piacere che provava nel cucinare per i propri amici.

Da grande appassionato di caccia amava molto la selvaggina e le ricette della tradizione legate a questa ampia categoria alimentare. Un amante eclettico della cucina, capace di spaziare dagli alimenti estremamente elaborati e raffinati, tipici delle occasioni formali a cui spesso la sua figura era legata per necessità, ai cibi più semplici e umili che gli ricordavano la propria infanzia e le straordinarie tradizioni gastronomiche della propria terra d'origine.

Non è infatti un caso che andasse spesso a far visita alla sorella monaca a Lucca, amava infatti farsi preparare i fagioli cotti al fiasco, una ricetta gustosa che viene preparata ancora oggi ma che è saldamente connessa alle tradizioni povere contadine e, soprattutto, al duro lavoro dei campi.

Particolarmente amate erano anche le "riunioni" con amici ma anche con altri artisti e personaggi del mondo letterario. Occasioni in cui la buona cucina e il vino non potevano certo mancare ma, anzi, erano i presupposti fondamentali.

Amore e passione che emergono del resto anche nella corrispondenza verso amici e collaboratori in cui cibo, materie prime, caccia e consigli di cucina erano argomenti ricorrenti.

Una sua caratteristica però era la profonda gelosia per le sue ricette che non rivelava a nessuno. E' nota solo un'occasione in cui questa regola non venne rispettata, vi è anche una data: era il 9 dicembre 1903 durante un pasto presso l'albergo Fiorenza di Viareggio condivise la sua particolarissima ricetta delle folaghe. Un gustoso risotto avente come ingrediente principale un uccello acquatico che spesso il nostro protagonista amava cacciare e gustare.

La sua passione per la cucina lo legò particolarmente a una figura femminile: Isola Nencetti Vallini, per lui non fu semplicemente una cuoca personale ma una figura importantissima che incarnò il profondo legame con la sua terra d'origine e, soprattutto, le tradizioni culinarie che per lui volevano dire casa e infanzia. Gli sformati di verdure dell'orto, la zuppa di cavolo nero o la cacciagione preparata in vari modi non erano quindi solo dei semplici piatti ma il connubio tra passione, ricordo e legami con la terra d'appartenenza.

Come non concludere questo curioso approfondimento accennando il suo dolce preferito? Lo conoscete il latte alla portoghese? Oggi non è noto ma è una ricetta profondamente connessa a storia e tradizione. Una squisitezza simile al più celebre crème caramel e costituito da ingredienti semplici che la cucina povera contadina poteva offrire. Un dolce che andrebbe riscoperto e valorizzato, come del resto ha saputo fare Giacomo Puccini con molte prelibatezze gastronomiche particolari. Un compositore di note quindi, ma anche di gusto, ricordi e, non da ultimo grandi emozioni!

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