martedì 18 aprile 2017

Pranzo e cena tra storia e arte.

La scansione della giornata anche attraverso i pasti è una presenza concreta già a partire dall'antichità.
Il Prandium per i romani era importante, sebbene fosse costituito da alimenti semplici e poco elaborati come verdure e uova e quindi consumato in modo frugale per lasciar posto alla cena, ben più consistente. Fu un modo di consumare il cibo che venne adottato anche in epoca cristiana.

(La colazione dei canottieri, Pierre-Auguste Renoir 1880-1882, Phillips
Collection, Washington)
Rabano Mauro, in accordo con l'esegetica medievale, affermava che il pranzo era il simbolo della vitalità e del tempo presente. Poiché inoltre veniva consumato nelle ore diurne, era connesso alla vita e alla natura solare.
Un aspetto importante da ricordare per questo approfondimento è che il pasto non era solo il puro soddisfacimento di un bisogno fisiologico, ma soprattutto l'occasione per celebrare feste legate a ricorrenze civili della vita, riti o passaggi importanti. E' doveroso ricordare inoltre che durante il Medioevo e nei periodi successivi il pranzo fu l'occasione preferita per i grandi banchetti e i ricevimenti, sia per sfruttare la luce solare che per avere a disposizione più ore rispetto alla cena.
Nell'arte, come del resto è stato visto tante altre volte, queste simbologie e riti vengono documentati nel corso dei secoli, come dimostra il quadro che ho proposto qua sotto.

(Jacob Jordaens, Il re beve, 1640 circa, Parigi, Louvre).

Come dimostrato dal dipinto, sebbene il pranzo fosse secondario alla cena, spesso era scelto per lo svolgimento di banchetti e feste, il vino inoltre versato ma presente anche nei bicchieri tenuti in mano da molti commensali richiama alla festa,inoltre, la brocca di peltro da cui viene versata la bevanda indica anche la provenienza fiamminga dell'artista.
Diverso il discorso per la cena il cui termine, secondo gli intellettuali medievali (su tutti Isidoro di Siviglia, teologo, scrittore e arcivescovo cattolico spagnolo), deriva dall'essere un atto comunitario. Inoltre, sempre nella simbologia medievale, era il simbolo della fine della vita terrena e della morte.
Come ho già accennato in precedenza, nell'antica Roma, era il pasto principale della giornata e aveva luogo a partire dal tardo pomeriggio.

(Matthias Stomer, Cristo a Emmaus, 1630-1640 circa, Madrid, Museo
Thyssen-Bornemisza)

Occasione d'incontro della famiglia con eventuali ospiti; funzioni, riti e simbologie che vennero mantenute vive nel corso dei secoli.
In un secondo momento (com'è visibile dall'opera proposta sopra) fu anche assunta come emblema dell'Ultima Cena e della Cena in Emmaus, attribuendole quindi delle forti valenze spirituali. Al tempo stesso, come del resto è documentabile anche per il pranzo, la cena fu rappresentata nell'arte come celebrazione della vita civile, del vivere e, più in generale, di momenti che non avevano nulla a che vedere con le simbologie religiose, come del resto è possibile intuire dal quadro che ho posto qua sotto.

(Jules-Alexandre Grun, Fine della cena, 1913, Turcoing, Musée des Beaux-Arts)

Attraverso l'opera va precisato che dal XIX secolo in poi, con l'aumentare della vita pubblica e mondana, la cena diventò sempre più spesso occasione per incontri eleganti. La tovaglia in tessuto prezioso, i vestiti dei commensali e gli oggetti sulla tavola sottolineano chiaramente l'ambiente raffinato ed elegante che è ritratto, inoltre, i contenitori in argento di forma tipicamente da caffè sottolineano la fine del pasto.
Riti, simbologie, tradizioni ed abitudini che si sono arricchite ed evolute nel corso dei secoli ed hanno coinvolto non solo la parte legata alla tradizione religiosa ma anche quella della vita civile e del piacere dello stare assieme donandoci, soprattutto attraverso l'arte, un documento straordinario di costume e storia delle abitudini alimentari.

2 commenti:

  1. Mi piace molto leggere i tuoi articoli, ma non sempre ho il tempo di lasciare commenti.
    Vivo in America e posso dire che molte di quelle belle abitudini, qui non esistono piu'. Le tovaglie non si usano, ma solamente in ristoranti molto costosi, il pranzo spesso lo saltano o e' costituito da un panino veloce, l'argenteria non la usa piu' nessuno e via discorrendo. Io ho mantenuto le mie abitudini Italiane, ma mi definiscono una "marziana" proprio per la mia diversita'.

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  2. Grazie mille Valentina, mi fa piacere che un pezzo d'Italia ni segua anche li! Hai ragione, qui certe tradizioni sono ancora presenti seppur si stiano affievolendo! Continua a seguirmi, ci conto!

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