Storia e curiosità attorno alla santoreggia.

 

Le erbe aromatiche sono oggetto negli ultimi anni di crescente utilizzo e scoperta. Non solo perché il loro numero è grande o perché molte di esse sono legate in modo particolare a uno specifico territorio, ma soprattutto perché consentono di aromatizzare le preparazioni donando un gusto particolare oppure conferendo freschezza al piatto e, allo stesso tempo, diminuire la quantità di sale e altre sostanze dannose per la nostra salute. Oltre a ciò, grazie a specifici componenti, possono avere anche determinate capacità curative.

La santoreggia (Satureja) è un genere di piante spermatofite dicotiledoni della famiglia delle Lamiacee.

Una pianta aromatica conosciuta e utilizzata già dalle culture antiche, i Romani ne sono un esempio significativo. Molti ritengono che furono proprio loro a introdurla in Inghilterra durante il regno di Cesare, tanto da essere  molto utilizzata sia in cucina che per la cura della persona.






In antichità, per merito delle sue proprietà afrodisiache era anche chiamata "erba del satiro" , si credeva infatti che i satiri vivevano su prati di santoreggia che era da loro molto amata e gli conferiva un appetito sessuale insaziabile. Era quindi anche collegata ai culti di Dioniso e Bacco e alle simbologie ad essi associate, primi fra tutti gli istinti sessuali. 

Non a caso i Greci associavano la santoreggia a Dioniso perché credevano potesse aiutare a perdere le inibizioni.

Proprio per queste associazioni legate alla sfera sessuale e alla fama a cui venne legata per lungo tempo, durante gran parte del Medioevo la santoreggia fu proibita dalla Chiesa, in particolar modo agli uomini consacrati.

Nonostante i divieti legati al suo consumo la nostra protagonista era consigliata dalla medicina per numerose patologie come la diarrea, i malanni stagionali oltre che per la sua azione antisettica, antiossidante e digestiva.

In cucina le varie tradizioni popolari la inseriscono per insaporire verdure, ripieni e torte salate (solo per citare alcuni esempi) e per aromatizzare salse e aceto. Un abbinamento gustosissimo è coi funghi porcini trifolati o cotti per la pasta.

Un'erba aromatica quindi solo apparentemente semplice ma che nel tempo ha saputo stringere con l'uomo un legame molto forte fatto non solo di cucina, ma anzitutto di storia e cultura!

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