Quinoa: gustosa, piccola bontà!

 

La quinoa venne dichiarata alimento dell'anno dall'ONU nel 2013.

La Chenopodium quinoa è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Amaranthaceae, a cui appartengono anche gli spinaci e la barbabietola.

Un aspetto che però non tutti conoscono è che contiene sostanze dal gusto amaro e indesiderato. Dopo la raccolta quindi i semi necessitano di una lavorazione per eliminare il rivestimento fibroso che li contiene e che, se fosse lasciato, inciderebbe negativamente sulla nostra protagonista.

E' tipica dell'America del Sud, originaria dell'area del lago Titicaca è coltivata nelle regioni andine da più di 5000 anni. Da Inca e Maya era chiamata "grano de oro" oppure "chesiya mama" ovvero "madre di tutti i semi".

La nostra protagonista ebbe una grande connessione con le culture citate che ne conoscevano le enormi potenzialità nutrizionali. Anzi, era così importante che costituiva un vero e proprio cibo sacro con proprietà connesse alle divinità. Era infatti alla base della loro dieta insieme al mais

Nel Sedicesimo secolo venne vietata dai conquistadores spagnoli con lo scopo di eliminare i riti sacri a essa collegati.






E' una pianta formidabile perché, oltre a crescere ad elevate altitudini, resiste a gelo, siccità e terreni con elevata salinità. Questa sua estrema versatilità la rende coltivabile oltre alle quote elevate, anche in aree desertiche, a bassa piovosità o, in generale, in condizioni molto difficili.

La quinoa è utilizzata in tutte le sue parti: i chicchi sono naturalmente la sezione più conosciuta e vengono impiegati come i cereali, le sue foglie possono essere consumate sia come insalata che cotte come gli spinaci, oltre a ciò il fusto è nutrimento per gli animali. Esempio chiaro e significativo di economia del territorio e utilizzo attento e intelligente di tutte le risorse disponibili, aspetti che hanno accompagnato l'uomo lungo i secoli ma che ora, purtroppo, ci stiamo sempre più dimenticando.

Oggi la quinoa è molto utilizzata sia come sostituta dei prodotti con glutine perché ne é naturalmente priva, sia per essere consumata da sola o anche come base per cibi salutisti.

Nonostante non sia un vero e proprio cereale è inserita nei prodotti appartenenti al terzo gruppo fondamentale degli alimenti, ovvero: cereali, derivati e tuberi.

E' ricca di amido, fibra alimentare, sali minerali e vitamine. Rispetto ai cereali poi, la nostra protagonista contiene più proteine, calcio, fosforo e ferro.

Una pianta che è stata oggetto di forte richiesta negli ultimi anni e che quindi da risorsa è divenuta un grave problema a causa della forte domanda che l'ha vista come protagonista e che, nelle logiche di un mercato globale senza scrupoli o remore, ha avuto come conseguenza la sua scarsa disponibilità per le popolazioni locali. Venne infatti inizialmente venduta a prezzi altissimi sui mercati internazionali, che ne determinarono l'aumento della coltivazione locale, anche in terreni non idonei. Fu oggetto di semina da parte di altri Paesi che determinarono quindi il forte suo deprezzamento, con le logiche e drammatiche conseguenze facilmente intuibili, soprattutto per le piccole comunità e i coltivatori locali.

Un prodotto insomma benefico e buono ma che andrebbe maggiormente tutelato e regolamentato, anche per salvaguardare le popolazioni locali che da secoli l'hanno avuta come base importante non solo per l'alimentazione. Un dono della terra che, oggi più che mai, dovrebbe farci riflettere sulle conseguenze negative di un'agricoltura senza criterio.

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