Piselli: piccoli e dolci doni della natura.

 

Quella del pisello è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle Fabaceae.

Sono dei vegetali molto amati da grandi e piccini che riescono ad avere successo anche con gli esigenti palati dei bambini, troppo spesso restii quando si parla di verdura. I piselli, non a caso, fanno parte di quelle verdure molto consumate ma anche presenti negli orti.

Da secoli accompagnano il cammino dell'uomo anche grazie al fatto che, una volta essiccati, soprattutto in passato prima dell'avvento dei moderni metodi di conservazione, erano ben conservabili.

Ai piselli da lungo tempo vengono associate simbologie connesse a fortuna e prosperità. I fiori infatti anticamente erano utilizzati per confezionare ghirlande che venivano regalate alle spose.

Vegetali che, come in altri casi, ebbero momenti di gloria e altri in cui il loro valore (soprattutto sociale) diminuì drasticamente. Vennero infatti frequentemente associati al mondo contadino, all'orto e quindi, almeno teoricamente, considerati poco idonei ai ceti elevati. Fu con l'apertura di nuove rotte commerciali conseguentemente alla scoperta del Nuovo Mondo che i ceti elevati riscoprirono i profumi semplici connessi alla campagna, erbe aromatiche e i nostri protagonisti ne sono un esempio significativo.






Rispetto all'area europea,  in Italia, con le giuste modalità di distinzione sociale (abbinamenti, modi di servirle e cucinarle), le verdure erano maggiormente presenti nella società. Un esempio significativo di quanto affermato è Maestro Martino, cuoco e gastronomo italiano del XV secolo che all'interno della sua opera di cucina inserì anche i nostri protagonisti. Ma le testimonianze in merito sono anche più antiche, i piselli infatti sono presenti in manuali di cucina di matrice italiana già a partire dal Trecento.

Sono state trovate tracce archeologiche di questi legumi presso siti legati alle comunità di uomini raccoglitori. Attorno al 10000 a. C. erano utilizzati per sfamare gli animali mentre attorno all'8000 a. C. si hanno i primi riscontri della loro coltivazione nell'area della Mezzaluna Fertile.

Col tempo divennero un vegetale molto apprezzato dai popoli del Mediterraneo; Greci e Romani, per esempio, ne erano particolarmente ghiotti.

I piselli sono molto importanti anche per la storia e le simbologie legate alla Serenissima, associati fondamentalmente a fortuna e prosperità, soprattutto in occasione del 25 aprile, quando si festeggia san Marco. Per questa grande festa in passato il Doge sul balcone del Palazzo Ducale salutava il popolo con un piatto di "risi e bisi" per augurare fortuna e abbondanza.

I piselli furono anche molto amati nella Francia di Luigi XIV.

Durante il periodo delle guerre del secolo scorso furono oggetto di razionamento, divenendo così ancor più cari. Dagli anni Cinquanta la loro produzione ebbe un grande aumento anche grazie alla diffusione di nuove tecnologie per la conservazione delle derrate alimentari.

Sono presenti anche nell'arte non solo come fonte di simbologie e significati culturali ma anche come documento sociale e storico.

Cultura, tradizioni e cucina che si intrecciano attorno a piccoli prodotti, solo di natura, ma grandi di significato e tradizione.

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