Polpo: gusto, credenze e superstizioni.

 

Il polpo è un mollusco cefalopode della famiglia Octopodidae. E' certamente oggi un abitante del mare apprezzato e rinomato, presente nei menù di pesce di tanti ristoranti di differente categoria, dalle trattorie a quelli più raffinati.

Non sempre è stato così, in passato infatti il polpo fu per lunghissimo tempo oggetto di pregiudizio, paura, diffidenza, sia sul piano alimentare che, in generale, per la sua presenza nel mare.

Pensieri, credenze e superstizioni spesso contrastanti tra di loro e presenti anche tra studiosi e uomini di cultura. Alcuni di essi, per esempio, consideravano i polpi esseri molto intelligenti, anche grazie alla loro capacità di adattamento all'ambiente circostante, di mimetizzarsi e il modo di cacciare; altri, dal lato opposto, li consideravano stupidi a causa della loro morfologia.



(Mosaico, 100 a. C., Museo archeologico nazionale di Napoli)



Proprio per quest'ultimo aspetto nel corso del tempo spesso furono considerati non idonei al consumo alimentare o difficili da digerire. L'osservazione infatti della loro struttura e di alcuni comportamenti particolari furono fattori determinanti nella formazione e consolidamento di questo pregiudizio.

Il polpo però fu usato nel tempo, anche dal punto di vista sociale, per discriminare un singolo individuo o un gruppo di persone. Ciò è collegato al fatto che un pregiudizio ricorrente nei confronti del nostro protagonista durante la storia era che fosse un essere infimo, oscuro, dalle valenze negative e collegato al peccato e alla nefandezza. Questi sono aspetti per i quali durante il secolo scorso gli Ebrei furono associati al polpo dai nazisti come insulto.

Il polpo è sempre stato oggetto di racconti più o meno mitici (perché ritenuti spesso veritieri anche da uomini di scienza) legati al suo comportamento. Si riteneva infatti che aggredisse non solo altri pesci ma anche, in alcuni casi esseri umani e, spinto dalla fame, potesse trascinarsi fino in spiaggia per depredare i depositi di pesce dei pescatori o, addirittura, le riserve di cibo nelle case. Alcuni autori narrano, addirittura, improbabili racconti in cui i polpi si arrampicavano sugli alberi per mangiarne i frutti.

Tutte queste credenze erano collegate anche ai racconti mitologici che narrano di kraken e polpi giganteschi che uccidevano e saccheggiavano. Del resto la paura verso il mare aperto, i suoi innumerevoli pericoli e, soprattutto, l'incertezza di ciò che poteva accadere ai naviganti sono tutti fattori che hanno avuto un peso importante nell'elaborazione di questi racconti mitici.



(Denys de Montfort, The Kraken, 1810)


Ciò si ricollega anche a racconti mitici, spesso collegati a varie teogonie, in cui il polpo gigante è la figura per eccellenza dell'essere primordiale presente alle origini.

Con l'avvento del cristianesimo il polpo venne spesso collegato alla simbologia connessa al male e al demonio. Altra credenza molto interessante che ha radici più profonde nei divieti alimentari ebraici e di altre civiltà del passato che consideravano il polpo come un essere immondo, inadatto al consumo alimentare. Sbaglieremmo tuttavia a sottovalutare queste proibizioni o, peggio, a credere che fossero motivate esclusivamente da ignoranza. Per lungo tempo infatti i divieti alimentari furono molto importanti per la società o per uno specifico gruppo di persone. La loro esistenza infatti creava coesione tra gli individui e consentiva loro di distinguersi da gruppi o parti avverse.

Il polpo ha avuto nei secoli anche una connessione profonda con l'oltretomba e il mondo ultraterreno. Esso è infatti emblema della capacità umana di superare le avversità e accompagnare quindi l'uomo lungo il suo viaggio più lungo e pericoloso, quello nell'aldilà. In alcune culture infatti costituisce un vero e proprio mediatore tra l'essere umano e le divinità, soprattutto durante il passaggio tra vita, morte e nuova vita.

Altra associazione interessante è quella tra polpo ed eros. Da sempre considerato molto attivo sessualmente, simbolo delle pulsioni sessuali e dei desideri più profondi, spesso ne veniva consigliato il consumo come potente afrodisiaco.

In questo breve percorso ho voluto accennare solo alcune delle numerosissime simbologie, associazioni e pregiudizi di cui il polpo è stato protagonista nel corso del tempo. Non solo quindi un abitante del mare e un ottimo cibo ma anche un potente veicolo di credenze, superstizioni e, soprattutto, storia umana.


(Utagawa Kuniyoshi, xilografia in cui
Tamatori lotta con un polpo, XIX secolo)


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