Semi di girasole, piccoli ma ricchi di gusto e curiosità!

 

I semi di girasole sono materie prime che da lungo tempo legano la propria storia con quella dell'uomo e, soprattutto, con la sua tavola.

Quelli che però definiamo "semi" sono, in realtà, frutti secchi detti "acheni". Ciascuno di essi è costituito da un guscio esterno e da una mandorla interna che viene chiamata in modo improprio "seme". Sono certamente un alleato prezioso per la nostra salute, oggi particolarmente apprezzato per le sue proprietà benefiche e utilizzato nella preparazione di moltissime ricette.

Il nome "girasole" in realtà è ben più antico del vegetale a cui è associato e che venne introdotto attorno al XVI secolo dalle Americhe. Con tale termine infatti si identificavano quelle piante il cui movimento consentiva loro di essere sempre rivolte verso il sole.




Il girasole era già coltivato attorno al 1000 a. C. dagli Indios del Messico settentrionale. Un vegetale presente anche nelle credenze religiose dei popoli antichi delle Americhe. Gli Incas, per esempio, lo consideravano l'immagine del dio sole; i Maya lo lavoravano per ottenere una bevanda afrodisiaca. Dote, quest'ultima, che proseguì anche dopo il suo arrivo in Europa e che durò per lungo tempo.

Dal punto di vista alimentare l'utilizzo più conosciuto in passato era l'estrazione di olio di semi ma negli ultimi decenni sono state riscoperte le tante proprietà dei semi e dei fiori consumati così come sono per preservarne inalterate le proprietà (soprattutto per i fiori). Vengono anche utilizzati per preparare pani, focacce, primi piatti e zuppe.

I semi contengono acidi grassi essenziali tra cui l'acido folico e l'acido linoleico: il primo consigliato per il corretto sviluppo del feto, il secondo invece è utilizzato dall'organismo per la formazione degli acidi grassi omega 3, particolarmente importanti per il cuore. Sono poi presenti vitamine del gruppo B e vitamina E. Non mancano sali minerali come ferro, zinco e fosforo oltre a magnesio e potassio. Un pool di sostanze benefiche insomma che li rende preziosi alleati della salute e benessere del corpo.

In realtà il loro legame con l'uomo non si sa con certezza a quando risalga: alcuni studiosi ritengono che fossero coltivati dai nativi americani già nel 3000 a. C. , altri invece che le piante fossero state domesticate molto prima. Nel 2000 a. C. la loro coltivazione era consolidata tanto che si conoscevano tecniche per aumentarne la resa.

Gli indios americani sottoponevano i semi a un'essiccazione e parziale tostatura e li lavoravano per ottenerne una farina.

Quel che va precisato è che le prime coltivazioni di girasole, dopo la sua introduzione dal Nuovo Mondo, vennero realizzate in Russia nel XVIII secolo.

Gusto, storia e tante curiosità (anche benefiche!) attorno a piccoli doni della natura, apparentemente insignificanti, ma che ci insegnano l'enorme potenziale che possiede tutto ciò che ci circonda e, soprattutto, l'ambiente dentro il quale siamo immersi e che dovremmo preservare per le generazioni future!

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