L'arte, documento di gusti, regole e consuetudini a tavola.

 

Le norme sono degli aspetti imprescindibili che regolano tutti gli ambiti del vivere, anche il rapporto col cibo. Esse influenzano i differenti settori di cui si compone questo mondo: procacciamento delle materie prime, loro trasformazione e cottura, modo di essere consumate e/o offerte, accessibilità di determinati ceti rispetto ad altri. Le regole quindi uniscono e dividono allo stesso tempo, segnano il confine tra ciò che è lecito o accettabile e ciò che è ritenuto sconveniente o, addirittura, deprecabile.

La loro presenza nel corso del tempo è stata documentata non solo da fonti scritte, testimonianze, testi che le hanno raccolte e unite, ma anche dalle opere d'arte. Esse infatti, avendo come soggetti scene di banchetti, cucine, pranzi o, comunque, momenti in cui il cibo è stato preparato o consumato,  sono dei tesori preziosi non solo di gusti e abitudini ma anche delle norme che hanno regolato il mondo alimentare e la sua evoluzione.



(Miniatura inglese di salterio, XIV secolo,
British Museum, Londra)

L'arte ha quindi saputo documentare le differenti espressioni del concetto di norma che nel corso del tempo si sono mescolate, alternate e avvicendate. Esse sono state di differente natura: sociale, culturale, religiosa ma anche di tipo tecnico, legate cioè al servizio delle vivande e alla loro preparazione, all'organizzazione del banchetto o del pasto e, non da ultimo, al suo allestimento.


(Alessandro Magnasco, I frati osservanti 
in refettorio, 1736-37, Museo Civico di Bassano)


Le due opere che ho voluto inserire qua sopra mostrano gli aspetti appena citati. Hanno come soggetto due banchetti che possono sembrare uguali ma che, in realtà, appartengono a due contesti sociali e culturali fortemente differenti. Nel primo caso infatti si tratta di un ricevimento nobiliare mentre nel secondo di uno monastico; due mondi con regole legate al cibo, al modo di essere preparato, servito e consumato assai differenti. Il silenzio, l'ascolto delle Sacre Scritture e dei testi di santi ed esegeti, il consumo di alimenti leggeri e la proibizione di altri, fanno della mensa monastica un luogo assolutamente particolare di incontro col mondo alimentare.

Il modo di consumare il cibo e la sua evoluzione nel tempo è un altro aspetto documentato dall'arte, estremamente importante. Il passaggio da una posizione supina, tipica di alcune civiltà antiche, a una in cui i convitati sono seduti, affermatasi durante il Medioevo, sono regole e pratiche che emergono anche dall'osservazione di mosaici, affreschi e dipinti.

Naturalmente le norme sociali sono altri fattori che hanno da sempre rivestito un ruolo chiave a tavola, sia nei grandi ricevimenti che durante i pasti quotidiani. Sancire le differenze di ceto, le disponibilità economiche ma anche i diritti acquisiti e legati al rango sociale d'appartenenza, sono tutti aspetti che da sempre hanno rivestito un ruolo estremamente importante e, anzi, in alcune epoche hanno subito quasi un'estremizzazione (si pensi, ad esempio, alla Francia di Luigi XIV e all'influenza sulle altre monarchie europee).


(Martin van Meytens, Cena di nozze, 1753,
Schonbrunn Palace, Vienna)

Regole che assumevano un valore particolare in occasione di eventi speciali come le grandi ricorrenze che possono costellare la vita dell'uomo e le liturgie (religiose, sociali, culturali) di cui da sempre sono ricche, di qualunque ceto si parli.


(Pieter Bruegel il Vecchio, Il banchetto nuziale, 1568, Vienna,
Kunsthistorisches Museum)

Gli ultimi due quadri che ho inserito qua sopra documentano gli aspetti appena esposti. Il primo infatti ritrae una sontuosa cena di nozze aristocratica settecentesca e tutte le norme sociali che la regolavano. Non è da meno però il secondo quadro che raffigura delle nozze di contadini. In questo caso infatti viene documentata una tradizione curiosa che era presente in alcune aree del Nord Europa: servire due pappe di riso e latte, una bianca e una gialla a simboleggiare l'augurio per gli sposi di ricchezza e fecondità. E' raffigurata anche la norma di invitare il signore del luogo al banchetto, come atto di rispetto nei suoi confronti.

Il rapporto di cui è protagonista questo approfondimento indaga quindi anche le evoluzioni delle regole nel tempo e, di conseguenza, i cambiamenti nell'arte di convitare: dalle grandi imbandigioni alla riduzione dei servizi, dai tanti piatti per ogni persona (in base al ceto di appartenenza) a proposte singole e all'introduzione dei menù.

Anche l'esibizione di prestigio e di disponibilità economiche sono state nei secoli scorsi delle vere e proprie norme che hanno regolato l'organizzazione e l'allestimento dei banchetti, l'esposizione delle collezioni di vasellame e di utensili di sala dai materiali pregiati, una pratica che sopravvisse in realtà fino all'Ottocento inoltrato.


(Alexandre Francois Desportes, Still Life with 
Silver, XVIII secolo, Metropolitan Museum of
Art, New York)

Regole, scritte o tacite che nel corso del tempo hanno modellato le abitudini alimentari della società influenzando inevitabilmente anche il suo rapporto con l'alimentazione e il modo di concepire il cibo. L'arte è un testimone curioso e, forse, insolito di queste trasformazioni. Un veicolo di conoscenza e studio valido e curioso per conoscere una parte importante della nostra storia.

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