Gustosissimi anacardi, tutti da scoprire!

 

L'anacardo, Anacardium occidentale, è una specie arborea sempreverde della famiglia delle Anacardiaceae, originaria del Brasile. Viene anche chiamato anacardio o noce di acagiù.

Nel XVI secolo vennero esportati anche in India entrando così a far parte della cucina tradizionale.

La porzione della pianta che noi in realtà conosciamo, consumiamo e apprezziamo è il seme. Prima di arrivare sulle tavole gli anacardi subiscono un lungo processo di trasformazione che li rende idonei al consumo grazie all'eliminazione di alcune sostanze nocive per la salute umana.

La parte commestibile è, come già detto, il seme che è all'interno della drupa che esce dal falso frutto (struttura che deriva dall'ingrossamento di parti del fiore diverse dall'ovario e dall'ovario stesso che è il vero frutto, la maggior parte delle volte non commestibile). E' chiamato anche mela di anacardio o mela di acagiù e deriva dallo sviluppo ipertrofico del peduncolo fiorale e del ricettacolo attraverso un meccanismo simile a quello della mela.






Le sue origini, oltre al Brasile, sono il Sud-Est del Venezuela, India, Sud-Est Asiatico, Africa sub-sahariana. Fino ad alcuni anni fa le maggiori produttrici erano l'India e la costa d'Avorio.

In Europa si trovano, nella maggior parte dei casi, già tostati ma possono essere venduti anche crudi, soprattutto nei mercati o negozi etnici.

Come capita per altre tipologie di frutta secca gli anacardi possono essere consumati in numerosissimi modi: così come sono tostati oppure come ingredienti in ricette dolci o salate. Oggi, accade spesso che a causa della moda vengano preferiti ad altre tipologie di frutta secca.

Non tutti sanno che dalla loro pressatura è possibile ricavare anche un grasso fondamentalmente sconosciuto in Italia ma molto diffuso e utilizzato in America del Sud. Assomiglia molto infatti all'olio di mandorla e viene impiegato sia per cucinare che come condimento.

Sono molto apprezzate anche le loro virtù benefiche, caratteristica che ha contribuito molto negli ultimi anni alla loro diffusione e consumo. Ricchi di fibre e vitamine del gruppo B e vitamina K, con una bassissima percentuale di colesterolo e la presenza di sali minerali come magnesio, fosforo, potassio, zinco e selenio. Naturalmente il loro consumo, come del resto anche l'altra frutta secca, deve essere moderato.

Sono presenti nella storia dell'arte non solo all'interno delle tavole botaniche ma anche nelle nature morte, che ne documentano quindi non solo l'esistenza in una data epoca o società ma soprattutto il legame con cucina e cultura. In letteratura poi un caso significativo di presenza della nostra protagonista è il romanzo "Vendeva anacardi" di Carlo Cavicchi che intreccia la storia avvincente e profonda dei suoi personaggi con questi gustosi frutti della terra.

Presenze discrete ma ricche di gusto che rendono gli anacardi ancora più sfiziosi e amati.

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