Incontrare il cibo. Le botteghe tra ieri ed oggi.


Com'è noto a tutti, la situazione attuale del commercio dei prodotti alimentari è legata alla presenza sempre più massiccia della grande distribuzione a discapito delle piccole realtà locali che erano fino ad alcuni decenni fa dei veri capisaldi dei vari territori. Oggi queste vere e proprie botteghe del cibo (non con l'accezione medievale che poi vedremo) sono sempre più costrette ad un braccio di ferro assolutamente impari, un duello da cui inevitabilmente ne escono sconfitte a causa di una molteplicità di fattori che ruotano attorno alla grande distribuzione e che la rendono, purtroppo, la scelta preferita: possibilità di reperire prodotti diversi in un unico punto, molteplicità di servizi, grande scelta in funzione a variabili di prezzo e gusti, solo per citarne alcuni.
Nonostante tutti questi aspetti le botteghe di un tempo restano, a mio avviso, importanti non solo per il tessuto sociale, ma anche culturale del nostro presente e futuro. Indubbiamente le loro funzioni un tempo erano molteplici, oltre ad essere infatti un punto per il procacciamento alimentare erano dei veri e propri luoghi di incontro e dialogo degli abitanti delle frazioni, dei paesi ma anche, perché no, delle città, erano poi punti forti di coesione sociale e quindi, quasi inevitabilmente, luoghi di ritrovo e socializzazione.


(IN QUESTE DUE IMMAGINI: Ambrogio Lorenzetti,
Affresco del buon governo, 1338-39, Palazzo Pubblico)



Ma qual è l'origine storica di questi importanti elementi territoriali che stanno sempre più sparendo? Indubbiamente è necessario tornare al XII secolo quando la fioritura di un tipo di economia nuova rispetto a quella feudale determinò la nascita, o meglio, il ritorno delle botteghe. E' proprio a partire da quest'epoca che si diffusero realtà particolari che univano il laboratorio in cui venivano creati e/o trasformati i prodotti o i beni ai luoghi di vendita, soprattutto in ambito alimentare: panifici, macellerie, spezierie, ecc.
Esse furono importanti anche nell'antichità, sia in Oriente che in Occidente, già presso la civiltà assiro-babilonese infatti erano presenti due tipologie di botteghe: la prima situata nei pressi dei templi, mentre la seconda in quartieri specifici a seconda della tipologia di appartenenza. Anche nell'antico Egitto ne esistevano due varianti: una di tipo ambulante ubicata solitamente in luoghi o punti destinati al passaggio di viaggiatori, l'altra fissa e dall'organizzazione simile a quelle che poi si svilupparono molto tempo dopo in epoca medievale e moderna. I casi che possono essere citati sono tanti, anche presso le civiltà di matrice islamiche vi fu da sempre una fioritura delle botteghe come luoghi di vendita ma anche consumo.
Tornando al periodo medievale occidentale è necessario aggiungere che anche la struttura abitativa risentiva di queste realtà importanti per l'economia, infatti durante Medioevo e Rinascimento le abitazioni erano strutturate in  modo da avere i locali di trasformazione e vendita a pian terreno (sulla strada insomma) e l'unità abitativa vera e propria sopra.


(Joachim Beuckelaer, Macelleria, 1568, Napoli,
Museo di Capodimonte) 

(Joachim Beuckelaer, Mercato del pesce, XVI secolo,
Ferens Art Gallery-Hull)

Come vogliono  dimostrare le immagini che ho scelto per corredare questo approfondimento, numerosi quadri e affreschi hanno documentato questi assetti produttivi, commerciali e culturali mettendo in luce le loro evoluzioni e mutazioni nel tempo ma anche curiosità come il modo di esporre, rapportarsi coi clienti, le differenti ubicazioni o, per l'immagine posta sotto, il curioso stratagemma di attirare l'attenzione della clientela attraverso il suono del corno.


(Job Berckheyde, Il fornaio, 1681,
Museum der Brotkultur)

Queste  rappresentazioni hanno spesso significati metaforici, nei dipinti fiamminghi infatti la riproduzione dell'abbondanza delle merci esposte era il simbolo del piacere della carne e delle insidie che essa comportava.
Le nostre protagoniste quindi sono un modello storico e culturale, non solo, nel tempo furono anche indubbiamente un passaggio fondamentale nella nascita e sviluppo nel XIX secolo delle prime forme di negozio cittadino, non più aperto sulla strada ma chiuso con vetrine e spazi espositivi, prototipi insomma per il modello commerciale che conosciamo ancora oggi.
Le botteghe sono, ancora oggi, luoghi di incontro e dialogo tra persone e soprattutto epoche e sistemi produttivi diversi.
L'aspetto più importante e che andrebbe tenuto ben presente è l'essere un patrimonio ricco e prezioso dei tanti nostri territori, un bene che sta sparendo ma andrebbe valorizzato come una parte della nostra storia e alternativa per combattere la standardizzazione di consumi, gusti alimentari ma anche cultura, storia e tradizioni.


(Affreschi nel castello di Issogne, XV secolo)

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