giovedì 2 novembre 2017

Le spezie tra cultura e storia.

Le spezie sono state nel corso dei secoli, come del resto è noto a tutti, non solo alimenti o ingredienti importanti in cucina e medicina, ma componenti essenziali di matrice culturale e sociale. Anzitutto furono per molto tempo dei mezzi per esibire potere, prestigio e disponibilità economiche; i loro alti prezzi le rendevano accessibili solo a determinati livelli sociali.
Erano anche costituenti fondamentali della medicina, ingredienti per pozioni amorose che davano vigore al corpo. Emblematico a tal proposito è il "Racconto del mercante" nei Racconti di Canterbury in cui il vecchio Gennaio, avendo sposato la giovane Maggio, si ritrova a dover assolvere all'impegno della prima notte di nozze, proprio per quest'occasione fa affidamento a preparati a base di spezie come valido aiuto al suo compito.
Del resto potevano essere utilizzate in numerosissimi preparati: pomate, unguenti, elettuari; inoltre è necessario ricordare che nella loro categoria rientravano, oltre alle spezie che conosciamo oggi, anche altre che sono scomparse o che vengono utilizzate solo in India oppure ingredienti come alcuni minerali, rocce o altri composti bizzarri che oggi non faremmo di certo rientrare in questa categoria.

(La spezieria, affresco Castello di Issogne)

Il loro uso era inoltre consolidato in cucina in diversi ambiti: come ingrediente nelle ricette, abbinamento a preparazioni già pronte per nobilitarle e renderle degne dei ceti elevati (per esempio verdure e spezie);venivano anche servite candite alla fine del pasto o nel mezzo tra una grande portata e l'altra come alleate per favorire la digestione, infine poste sul tavolo in contenitori preziosi per esibire prestigio e disponibilità economiche. Del resto la loro presenza doveva essere ben visibile durante i banchetti o i ricevimenti.
Le nozze di Camaccio narrate nella seconda parte del "Don Chisciotte" di Cervantes ne sono un esempio:

"(...) Le spezie d'ogni sorta non pareva che fossero state comprate a libbre, ma a staia, e tutte eran lì alla vista di tutti in una grande cassa."

  Connesso a tutto ciò occorre affermare che le nostre protagoniste erano strettamente legate alla società e al desiderio di distinguersi; addirittura facevano parte dell'insieme di beni di prestigio che poteva essere lasciato in eredità e che figurava quindi negli atti notarili. Da aggiungere anche il desiderio di esotismo e il fascino suscitato e connesso al loro consumo e dalla loro provenienza. I luoghi di origine e raccolta di questi preziosi componenti della società non erano noti ed anzi, si pensava fossero abitati da uomini strani dalle sembianze insolite e da belve feroci. Addirittura si sosteneva che fossero il "profumo del Paradiso", molti testi (anche scientifici) spiegavano minuziosamente come cadessero dal Paradiso Terrestre e attraverso i fiumi venissero trasportate e raccolte dagli avventurieri europei.
Tuttavia col tempo i loro costi proibitivi e il fatto che le zone legate al loro trasporto e/o commercio fossero controllate da commercianti musulmani spinsero alcune potenze a cercare delle vie di approvvigionamento alternative. Queste si resero concrete con la scoperta dell'America e l'effettiva apertura di nuove rotte commerciali, in particolar modo per spezie ed oro.
Paradossalmente una maggiore presenza sui mercati determinò un abbassamento consistente dei prezzi che ebbe come conseguenza maggiore l'abbandono del loro utilizzo da parte dei ceti elevati; esse infatti non costituivano più degli elementi per distinguersi ed esibire ricchezza.
Con il consistente calo dei prezzi furono disponibili anche agli altri ceti, alcune addirittura a quelli bassi; già a partire da metà Cinquecento iniziarono a diffondersi numerose ricette che avevano come ingrediente portante il pepe, spezia simbolo del deprezzamento economico e sociale di questa importante categoria alimentare.
Con questo mio breve articolo ho voluto affrontare solo alcuni aspetti legati a queste importanti protagoniste della cucina e cultura universali; del resto esse furono determinanti per il prestigio e la prosperità di  alcune potenze mercantili come Venezia; ad esse si chiedeva aiuto in caso di malanni di ogni genere, anche sessuali, inoltre furono preziose come l'oro e, in alcuni casi, la prova tangibile dell'esistenza del Paradiso. Infine la loro abbondante presenza nelle preparazioni culinarie è ancora testimoniata da alcuni tesori del gusto che vengono prodotti in determinati territori italiani, su tutti il pan forte è uno degli esempi più eclatanti.
Insomma le spezie hanno segnato non solo la storia della cucina ma anche quella economica e della società di (mi azzardo a dirlo) quasi tutto il Mondo, e ancora oggi ne percepiamo il soave profumo, incoraggiati dalla medicina che ne ha comprovato le innumerevoli virtù sulla nostra salute.

(Uomini--cane delle isole Andamane nel golfo del Bengala; dal Livre des
merveilles du monde di Marco Polo, XIV secolo, Parigi, Bibliothèque Nationale)

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