martedì 27 marzo 2018

Il risveglio della natura nei piatti pasquali.

Ho avuto modo già in diversi approfondimenti di mettere in luce lo stretto legame esistente tra i riti religiosi in generale, soprattutto quelli pasquali, e il risveglio della natura. Fin dalle religioni antiche infatti il ciclo vitale delle piante e il susseguirsi delle stagioni hanno influenzato riti ed assetti religiosi e, quasi inevitabilmente, anche credenze di matrice popolare.  E' ovvio che tutto ciò abbia influito anche sulle tradizioni gastronomiche e preparazioni alimentari tipiche di ogni festa, Pasqua compresa.

(Maurice Denis, Il mattino di Pasqua, 1891)

E' possibile quindi affermare che il risveglio della natura è presente nei piatti pasquali in diversi modi, quello che forse viene alla mente più di tutti è l'utilizzo di ingredienti particolari nelle preparazioni, ne sono un esempio significativo l'uso di erbe spontanee primaverili o determinati tipi di carne (agnello o capretto) o prodotti che richiamano tradizionalmente la fertilità della terra ed il risveglio della natura. Un altro aspetto importante che è tipico di tutte le cucine territoriali italiane, in particolar modo quelle del Sud, è il trionfo di piatti consistenti (nell'apporto calorico), elaborati, particolarmente sfarzosi nel numero di ingredienti utilizzati ma anche nella loro tipologia e qualità; la pastiera è uno dei simboli più conosciuti della Pasqua ma anche del trionfo del gusto e della preparazione. Vi sono pure, in modo specifico, riti, usanze, modalità di preparazione da adottare durante il confezionamento di questi piatti affinché assumano caratteristiche apotropaiche fondamentali per la Pasqua ma soprattutto per l'arrivo della bella stagione ed i lavori agricoli ad essa associati. Mi riferisco in sostanza, per esempio, ad un determinato modo di preparare un piatto, oppure di impastarlo o anche di dargli la forma corretta.
Strettamente collegato a quest'ultimo punto è il successivo, ovvero dare a determinate preparazioni (soprattutto per i prodotti da forno) forme particolari che celebrino la festa in questione ma anche la fertilità ed il risveglio della natura, forme d'agnello per esempio oppure le trecce di pane oppure i dolci confezionati con decori a forma di fiori, rami fioriti, uova, pulcini, ma anche cerchi e simboli d'infinito.
Un altro aspetto importante che può essere associabile a  quelli già esposti in precedenza è l'inserimento di determinate materie prime in preparazioni che sarebbero normali ma che diventano portatrici di significati importanti legati alla primavera. Gli esempi più conosciuti sono l'inserimento di uova intere nel pane, nello specifico quando si lavora l'impasto per dargli la forma; un altro esempio che risulta essere molto conosciuto perché è una categoria di preparazioni comuni a molti territori è la torta salata, a cui vengono aggiunte uova sode, carne d'agnello o capretto o erbe spontanee primaverili.
Un altro aspetto interessante sono gli allestimenti finali dei piatti o delle tavole che durante le feste pasquali vengono addobbati con elementi vegetali o decorativi che richiamano la primavera.
Come si è potuto constatare da questo mio breve viaggio alimenti, tradizioni, preparazioni tipiche della Pasqua hanno uno stretto legame con il risveglio della natura e degli effetti benefici della bella stagione e sono testimonianza del rapporto tra uomo, religione e ritmi (e riti) agrari, un altro dei tanti esempi che in questi anni vi sto raccontando, documentando così come la cultura del cibo sia profondamente radicata nei differenti aspetti che caratterizzano la vita dell'uomo, ieri come oggi.

2 commenti:

  1. Ciao, molto interessante,ti auguro buona giornata michelaencuisine

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  2. Great post!

    You have a nice blog!

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    xoxo Jacqueline
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