venerdì 18 aprile 2014

La Pasqua e i suoi simboli ( I, l'agnello)

Per i credenti la Pasqua è la festività più importante di tutto il calendario liturgico, da essa scaturiscono tutte le altre festività, disseminate nel corso dei mesi.
Come accade per molte feste cristiane (ma questo ragionamento è valido per altre religioni e culture) i simboli hanno un ruolo fondamentale nel rapporto uomo-Dio. Essi sono i segni materiali e tangibili dei misteri dell'azione divina. Oltre a questa prima funzione i simboli diventano però (e questo è valido sopratutto per i secoli passati) anche strumento affinché il popolo dei fedeli comprenda meglio quanto narrato dalle scritture a cui esso non poteva accedere. Seguendo questo ragionamento anche la Pasqua ha i propri simboli. Il mio blog intende analizzarli tutti con articoli specifici per ognuno nel corso delle prossime Pasque e questo per il semplice motivo che per l'analisi del rapporto cibo-religione vi è la necessità, per la vastità della simbologia, di singoli approfondimenti tematici.
Ho deciso di partire dall'agnello che è per tutti simbolo di Pasqua e resurrezione.
L'ampia diffusione di questo animale come alimento è dovuta alla cultura greca che aveva nella pastorizia la principale fonte di sostentamento. Questa propedeuticità è descritta nelle opere di molti autori greci e latini, Omero nell'Iliade (libro IX, 264 e succ.) narra:

"... e dentro vi tuffò di pecorella e di scelta capretta i lombi opimi, con esso il pingue saporoso tergo di saginato porco. Intenerite così le carni, Automedonte in alto le sollevava, e con forbito acciaro acconciamente le incidea lo stesso divino Achille, e le infliggea ne' spiedi..."

La tradizione cristiana affonda le proprie radici, però, nella scrittura biblica e nella tradizione ebraica.

(la Pasqua ebraica, Dirk Bouts, 1415-1475,
olio, Netherlands)


L'agnello in occasione della Pasqua veniva sacrificato ed era anche il piatto principale di questa festa, consumato con le erbe ed il pane non lievitato in ricordo della liberazione dalla schiavitù d'Egitto.
E' proprio per la prima valenza di questo animale  nella festa ebraica, e cioè il fatto di essere adatto al sacrificio, che spinse i primi cristiani  ad adottarlo come simbolo di Cristo e del suo sacrificio.
Nel Nuovo Testamento infatti, Cristo viene definito il vero agnello e il suo è il "sacrificio perfetto", è da ciò che viene cognata l'affermazione presente in molti quadri di tutte le epoche dove, sotto la figura di Cristo che porta i segni della passione è presente la scritta: ecce Agnus Dei. Questa importante attribuzione è confermata anche dagli scritti di Rabano Mauro (vescovo e Abate medievale). E' questo il vero motivo che determinò l'agnello come alimento simbolo della Pasqua, segno del sacrificio di Cristo, agnello vittorioso. Esso è anche però emblema degli apostoli e di tutti coloro che sono semplici e innocenti ovvero gli uomini santi e i peccatori redenti.
Per Filippo Picinelli, agostiniano (1604-1679) l'agnello rappresenta l'innocenza oppressa e l'uomo giusto, paziente e maltrattato.
Anche la pecora e la capra hanno questo significato. L'agnello e il capretto nella cucina italiana sono cucinati in differenti modi, anche se prevale spesso la cottura in forno o comunque arrosto.
Anche nell'arte questo animale si carica di simboli  e significati, ne sono un esempio i quadri presenti qua sotto.
Il primo di Jacopo Bassano, Ultima Cena, 1546-1548, Roma, Galleria Borghese.

 

In questo quadro Cristo stesso indica nella riconoscibile testa d'agnello il suo simbolo, questo animale prefigura il sacrificio di Cristo sulla croce e lo annuncia al fedele, la presenza della mela inoltre è un chiaro simbolo del Peccato Originale, Cristo, nuovo Adamo, cancella il fardello del peccato che grava sull'uomo donando così la vita eterna; la presenza infine del coltello vicino a Giuda rimanda al tradimento compiuto.
Il secondo meraviglioso quadro è di Rembrandt, Cena in Emmaus, 1648, Parigi, Louvre.



Anche per questo quadro l'agnello che sta per essere posto sulla tavola dall'inserviente assume lo stesso significato del precedente caso, l'insalata che lo accompagna è interpretata come simbolo di penitenza, accostata all'agnello, cioè Cristo, rappresenta il sentimento di contrizione necessario a lavare il crimine dell'uccisione del Signore; è molto curioso, infine, il valore della tovaglia che, simbolo di purezza, estende la luminosità irradiata dal Cristo manifestatosi nella sua natura ai presenti significando, probabilmente, l'estensione della redenzione e quindi della grazia a coloro che partecipano al banchetto eucaristico.
Il breve viaggio che ho voluto percorrere in occasione della Pasqua ha analizzato sinteticamente i simbolismi racchiusi in questo alimento che tutti noi consumeremo tra qualche giorno; pensateci... il mondo del cibo fa parte di ogni aspetto della vita umana e in ogni tempo, negarlo o, ancor peggio, non volerlo scoprire significa negare una parte di noi. Buona Pasqua!.

2 commenti: