Capasanta, un dono di gusto dal mare!

 

La capasanta, Pecten Jacobaeus o conchiglia di san Giorgio, è un mollusco bivalve della famiglia Pectinidae.

In Europa vive nel Mediterraneo ma anche in Normandia, Bretagna, Scozia, Irlanda e Inghilterra dove vive una specie differente chiamata Pecten maximus.

L'associazione del nome con san Giacomo deriva dal fatto che le conchiglie della nostra protagonista durante il Medioevo erano molto diffuse sulle spiagge della Bretagna e della Galizia, dove ancora oggi si trova il famoso Santuario di Santiago de Compostela, meta secolare di pellegrinaggi da moltissimi Paesi. I pellegrini portavano la conchiglia di capasanta fissa al proprio bastone o legata al collo come testimonianza del percorso che avevano compiuto.






La capasanta è il terzo mollusco più consumato al mondo, preceduto solo da ostrica e mitilo.

Ha uno strettissimo legame con l'uomo, numerosissime evidenze archeologiche infatti hanno evidenziato come i molluschi marini siano stati i primi alimenti consumati dall'umanità.

La capasanta era molto conosciuta e apprezzata anche dalle culture antiche. Aristotele consigliava di cuocerle alla griglia e poi insaporirle con aceto. Ma questa non è certo l'unica testimonianza antica giunta fino a noi sul consumo delle nostre protagoniste. Anche Senocrate (filosofo greco antico), per esempio, ne parla nei suoi scritti.

La ricetta delle capesante gratinate, forse la più conosciuta e apprezzata non solo in Italia, pare sia molto antica e affonda le proprie origini nell'abitudine già esistente attorno al Seicento di cospargerle di pane grattugiato.

Il suo nome ma, soprattutto, la sua forma sono da sempre stati investiti di simboli e significati molto profondi, non solo in ambito cristiano ma, in epoca più antica, associati a culti pagani e, in particolare, alla dea dell'amore, della bellezza e della fertilità.

Le capesante sono l'ingrediente principe di moltissime ricette in tanti Paesi differenti, sia crude che cotte. Dal loro corallo in alcune aree, come in Francia, si ricava una salsa squisita.

Anche nell'arte le nostre protagoniste sono state presenti come soggetti all'interno delle nature morte. Sono infatti numerose le simbologie che l'uomo gli ha attribuito nel corso del tempo, tutte si rifanno a credenze, pratiche e miti antichi antecedenti all'epoca cristiana e che vennero successivamente assorbiti e trasformati. E' simbolo per antonomasia di pellegrinaggio ma anche di fertilità e purezza, vita, morte e resurrezione.

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