Un legume inatteso: curiosità attorno alle arachidi.
Le arachidi sono dei prodotti golosissimi amati e consumati da molte persone in differenti Paesi. Non tutti però sanno che sono dei legumi appartenenti alla famiglia dei piselli e fagioli.
Il loro rapporto con l'uomo e la sua alimentazione è molto antico e ha attraversato i secoli e la storia. Furono infatti coltivate per la prima volta in Sud America attorno a 7000 anni fa.
Ancora oggi sono un alimento molto importante nelle cucine di diversi Paesi e vengono apprezzate e consumate ovunque.
Gusci fossili nel Nord del Perù testimoniano la loro presenza nella dieta degli indigeni già dal 5600 a. C. e, va precisato, è un aspetto molto curioso perché non era una specie spontanea dell'area dove avvennero i ritrovamenti.
La prima forma di burro d'arachidi fu consumata probabilmente dalle prime comunità agricole peruviane a causa dell'elevato contenuto di nutrienti e oli di questo dono della natura e, soprattutto, della capacità dell'uomo di sfruttare le risorse che l'ambiente può offrire.
Un prodotto, la nostra protagonista, che nel corso dei secoli ha stretto un profondo legame con l'uomo non solo nel mondo alimentare ma anche in quelli legati a cultura, società e religione. Nel tempo infatti sono stati rinvenuti in molti siti manufatti dipinti o scolpiti aventi forma di arachidi, ma anche gioielli, monili e oggetti rituali. Fu inoltre utilizzata come offerta funeraria in diverse civiltà antiche.
In Europa le arachidi giunsero tuttavia in tempi relativamente recenti, furono infatti portate in Spagna dagli esploratori attorno alla fine del XVI secolo e arrivarono anche in Olanda e perfino in Cina.
I Portoghesi la introdussero in Africa e India, arrivando così a essere presente in Paesi diversissimi tra loro non solo in termini geografici ma anche culturali e nei regimi alimentari.
Gli Stati Uniti, contrariamente a quanto può sembrare, le hanno conosciute relativamente tardi, solo all'inizio del XVIII secolo, grazie alle abitudini alimentari degli schiavi africani. Erano infatti trasportate dai trafficanti di esseri umani perché poco costose. Inizialmente erano quindi considerate cibo per schiavi o, addirittura, animali (sorte, tra l'altro, che fu comune anche ad altri prodotti nella storia, le patate ne sono un esempio).
Il burro di arachidi oggi è profondamente associato all'America, moltissimi film ne testimoniano la presenza e gli utilizzi. Il brevetto di questo prodotto risale al 1898 ad opera del medico statunitense H. Kellogg e divenne ben presto un vero e proprio successo.
A inizio del Novecento la meccanizzazione dell'agricoltura e la progressiva modificazione degli stili alimentari furono dei motori formidabili per la diffusione della nostra protagonista e il suo apprezzamento. L'utilizzo dell'olio derivato dalla sua lavorazione fu un altro fattore fondamentale per la diffusione di questo legume (l'olio di arachide, tra l'altro, è tra i migliori per friggere).
Le nostre protagoniste però non sono presenti solo nelle varie forme di cucine occidentali ma anche in molti regimi alimentari orientali, divenendo effettivamente una materia prima universalmente apprezzata.
In Italia, soprattutto nella cultura popolare e nelle tradizioni, è molto presente soprattutto alla fine dei pasti invernali o come degna e obbligatoria conclusione delle numerose occasioni legate alle festività natalizie.
Un prodotto semplice, quindi, ma che ha saputo conquistare gli uomini e si è inserito nella loro cultura e storia diventando in molti Paesi un componente essenziale!



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