L'oro della terra tra le pagine: olivo e olio d'oliva in letteratura
Da sempre l'ulivo e l'olio d'oliva non sono stati solo una fonte di reddito o elementi dell'alimentazione, ma anzitutto portatori di specifici significati sociali, culturali e religiosi.
A partire dalla sua origine, dono di Atena agli uomini fino ai molti miti e leggende che si sono formati ed evoluti attorno a essi o che hanno trovato massima espressione nell'arte e, soprattutto, nella letteratura. Saggi, testi, racconti e composizioni poetiche hanno documentato lungo i secoli il grande rapporto tra terra, uomo e ulivo; tra materiale e immateriale; passato e presente; tradizione e sogno.
"La dea ritrae se stessa con lo scudo con la lancia dalla punta acuta, con l'elmo e l'egida che le difende il petto: rappresenta sulla tela la nascita dell'olivo pallido che spunta, già carico di bacche, dal suolo percosso dalla lancia; gli dei sono meravigliati: la dea conclude la sua opera con la rappresentazione della sua vittoria"
(Ovidio, Le Metamorfosi)
Sono stati per lungo tempo anche simboli di vittoria, prodezza ma anche valorosità e prestigio, appartenenza, prosperità e abbondanza.
"Albero amico
che da sé rinasce,
terrore delle lance nemiche;
l'olivo di glauca foglia
che nutre i nostri figli e
in questa terra cresce in gran copia"
(Sofocle, Edipo a Colono)
L'olio poi è simbolo di vita, prosperità ma anche lavoro e fatica, aspetti che nei secoli hanno saputo sopportare generazioni di uomini e donne che hanno coltivato, raccolto e spremuto le olive. L'ulivo è parte fondamentale di molti paesaggi, soprattutto per quei territori che si affacciano sul Mediterraneo e hanno intessuto la loro multiforme cultura millenaria con quella di questa pianta preziosa, imponente e longeva. Simbolo di fatica ma anche bellezza, fermezza e prosperità. Tutto ciò emerge anche nei meravigliosi lavori di Van Gogh che, attraverso le sue pennellate, mostra sapientemente la sinuosità di queste piante, il loro rapporto con la terra e l'uomo.
"Il campo
di ulivi
s'apre e si chiude
come un ventaglio.
Sull'oliveto
c'è un ciel sommerso
e una pioggia scura
di freddi astri.
Tremano giunco e penombra
sulla riva del fiume.
S'increspa il vento grigio.
Gli ulivi
sono carichi
di gridi.
Uno stormo
d'uccelli prigionieri
che agitano lunghissime
code nel buio.
(Federico Garcia Lorca, Paesaggio)
L'ulivo è anche la cornice delle vicende tristi, dolorose o anche curiose di vita che sono state narrate dagli scrittori; l'olio invece rientra nei pranzi comuni, nelle vicende dal profumo di quotidiano e nei lavori di conservazione della verdura per l'inverno.
Novelle e romanzi, non solo poesie, sono un esempio significativo di tutto ciò. I lavori di Guy de Maupassant, ad esempio, contengono sovente questi aspetti e le valenze simboliche che ne derivano. La novella "L'oliveto" è un esempio significativo di quanto appena esposto.
E' il cibo dei poveri raccontato sommessamente anche da Verga, quello che conferisce gusto alla loro semplice alimentazione, frutto di fatiche e, a volte, unica e scarsa fonte di sostentamento.
Celebri sono anche i componimenti di Pascoli e D'Annunzio che celebrano questa pianta gloriosa e mistica, il suo rapporto col territorio in cui dimora, la gente che lo abita e, soprattutto, i significati senza tempo che in essi scaturiscono.
La letteratura dei secoli, questo breve approfondimento ne vuole dar la prova, può e deve essere un elemento imprescindibile per promuovere l'olivicoltura e l'importanza della valorizzazione dell'agricoltura per i territori italiani ma anche per il turismo e il settore alimentare, particolarissimo anche nella sua storia e cultura.



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