Uva spina, dono della natura da rivalutare!
Conosciuta anche con il nome di Ribes uva-crispa è una pianta che appartiene alla famiglia delle Grossulariaceae ed è originaria dell'Europa e del Medio Oriente.
Le sue bacche entrano nella grande famiglia dei frutti di bosco. Ne esistono diverse varietà che possono essere di due colori: rosso o giallo.
E' un dono della natura che fa parte di quella particolare categoria dei "frutti antichi" ed è generalmente poco noto. Può essere utilizzato per preparare confetture ma anche sciroppi e gelatine.
E anche utilizzata come erba medicinale o erba officinale grazie al suo contenuto di vitamine C, A, ma anche polifenoli, sali minerali e acido malico, impiegata per la cura della gotta e dei dolori reumatici.
E' originaria dei Paesi nordici e dell'Asia, pressoché sconosciuta agli antichi Greci. Lo storico francese Jean Froissart ne parlava già nel XV secolo. Ebbe una certa importanza nel Nord della penisola Iberica. E' nota dal Medioevo e cresce prevalentemente nelle zone montuose e collinari.
Negli ultimi anni è oggetto di timida attenzione e utilizzo come capita, del resto, anche per altri frutti antichi.
In arte è presente nelle nature morte, soprattutto quelle di matrice nordica ma anche nelle illustrazioni botaniche. E' spesso simbolo di dolcezza e modestia. Uno degli esempi più conosciuti è la raffigurazione negli affreschi di Cristofano Gherardi, detto "il Doceno", a Palazzo Bufalini a San Giusto, presso Città di Castello. Arte non solo come manifestazione delle capacità umane ma soprattutto come documento per scoprire presenze, gusti, utilizzi di prodotti che, come in questo caso, rischiano di scomparire.
La nostra protagonista è anche il titolo di un famoso racconto di Anton Cechov pubblicato per la prima volta nell'agosto del 1898 e parte della cosiddetta "Piccola trilogia" insieme a "L'uomo nell'astuccio" e "Dell'amore", una presenza che non si limita certo al titolo ma entra anche nella trama della storia.
Un piccolo frutto quindi, un po' dimenticato purtroppo, che merita valorizzazione e conoscenza per recuperare anche e soprattutto una parte della nostra storia che potrebbe andare irrimediabilmente perduta.


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