Bergamotto, il profumo straordinario di una terra.
Tra i profumi che sono più utilizzati in ambito cosmetico, e che incarnano maggiormente nell'immaginario comune lo scrigno odorifero mediterraneo, sicuramente il bergamotto occupa un posto assolutamente importante.
Paradossalmente però è un agrume che non è conosciuto come altri, anzi, spesso è confuso con specie più presenti nei mercati e, soprattutto, sulle nostre tavole. Di certo può essere considerato il concentrato più potente e significativo di una terra altrettanto straordinaria: la Calabria. Il "Bergamotto di Reggio Calabria", denominazione DOP che comprende 45 comuni nell'omonima provincia, è infatti un tesoro da custodire e far conoscere. La prima fonte scritta documentabile della presenza del nostro protagonista sul suolo calabrese risale al 1646 e le prime forme di coltura organizzate furono attorno al Settecento.
Nonostante la sua profonda connessione storica e culturale con un territorio geografico e culturale straordinario, è bene precisare che non si conosce l'origine di questo agrume; moltissime, però, le ipotesi che sono state fatte al riguardo nel corso del tempo. Alcune fonti associano la sua provenienza alla Cina, alla Grecia o alla Spagna. La teoria comunque ritenuta più plausibile è che la sua origine sia collegata a una mutazione spontanea di altre specie, avvenuta probabilmente nei territori di Reggio Calabria.
Una figura che certamente si associa profondamente al nostro protagonista è Giovanni Paolo Feminis, punto importante nel mondo dei profumi. Emigrò infatti a Colonia nel 1680 dove elaborò la famosissima "Acqua di Colonia" nella cui composizione c'è anche l'olio di bergamotto.
Incerta è però anche l'origine del nome. Anche in questo caso ci sono molte teorie: alcuni infatti sostengono derivi da "Berga", una cittadina di Barcellona; altri invece affermano provenga dall'antica città di Pergamo; altri ancora da una parola turca.
Certo è che l'olio essenziale estratto da questo frutto è da sempre molto pregiato, a causa della bassa resa. E' stato utilizzato nel corso del tempo in diversi ambiti: industria dolciaria, farmaceutica, cosmetica e, nello specifico, profumiera.
La sua presenza sulla tavola non è molto documentata, sembra però che nel Cinquecento l'imperatore Carlo V lo mangiasse come frutto candito.
| (Illustrazione antica di bergamotto, 1708-1714) |
Alla Corte del Re Sole era utilizzato per disinfettare ma anche profumare le pietanze, soprattutto i dolci. Tradizione che è ancora rimasta nei dolci tipici.
Da ricordare anche la sua associazione a un famoso tè, l'Earl Grey, che è prodotto dal 1820 aromatizzando il preparato di foglie con l'olio essenziale di bergamotto.
Sono anche numerose le proprietà benefiche che possiede o che gli sono state attribuite nel corso del tempo. Era infatti considerato un potente ricostituente, ma anche disinfettante e antibatterico, tanto che la tradizione contadina era solita macerarne le foglie nell'acqua piovana e utilizzare il composto ottenuto anche come agente antiparassitario per le piante da frutta. E' un frutto inoltre ricco di vitamina C, tanto da essere assunto dai marinai per integrare la povera e scarna dieta durante i lunghi viaggi e prevenire così lo scorbuto, malattia dovuta alla carenza di acido ascorbico. Il succo era anche utilizzato come efficace dissetante nei periodi estivi.
L'abitudine poi di utilizzarlo per aromatizzare i dolci deriva dal Settecento, epoca in cui veniva aggiunto soprattutto ai lievitati. Una pratica che, curiosamente, è stata trasmessa anche al tabacco che veniva aromatizzato conservandolo in un bergamotto svuotato ed essiccato che, tra l'altro, permetteva il mantenimento dell'umidità del prodotto.
Il bergamotto, frutto curioso e avvolto dal mistero ma assolutamente ancorato a un territorio culturale e sociale meraviglioso e alla sua storia culinaria e geografica, che è bene conoscere e valorizzare!


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