mercoledì 9 maggio 2018

Zafferano di Sardegna DOP.

A tutti è noto come nei secoli scorsi le spezie siano state simbolo di ricchezza, prestigio sociale e disponibilità economiche. Lo zafferano, in particolare, fu per lungo tempo sinonimo di opulenza e ricchezza, non a caso grazie al suo colore veniva utilizzato per tingere alimenti e preparazioni alimentari di uno sgargiante color giallo, simbolo dell'oro.
In diversi territori d'Italia esso è coltivato ed è parte integrante dell'economia e della cultura del territorio, la Sardegna è sicuramente uno di questi.

(Immagine tratta dal sito:
www.sardegnaagricoltura.it)

La zona di produzione comprende l'intero territorio dei comuni di San Gavino Monreale, Turri e Villanovafranca.
La storia dello zafferano in Sardegna è molto antica ed affonda le proprie radici nei Fenici. Quindi già con le antiche culture del Mediterraneo si consolidò la coltivazione e l'uso di questa spezia, generalmente però per finalità tintorie, terapeutiche od ornamentali. La prima testimonianza della sua commercializzazione però si ha nel XIV secolo attraverso una norma che ne regolava l'esportazione.
Con il passare dei secoli la sua coltura e conoscenza si diffusero molto, anche e soprattutto a scopo alimentare. A partire dalla metà del secolo scorso lo zafferano divenne per diverse realtà un'importante integrazione al reddito.
Le fasi che compongono il processo di trasformazione di questa vera e propria delizia sono generalmente tre: la prima fase è la raccolta che avviene tra il 15 ottobre ed il 30 novembre e si estende per 15/20 giorni. I fiori devono essere raccolti nelle prime ore del giorno, chiusi o leggermente aperti, inoltre devono essere adagiati senza compressione e conservati in ambienti areati. A questa prima fase fa seguito la sfioritura, una parte della produzione molto delicata ed importante che consiste nel separare gli stimmi dagli stami del fiore. L'ultima fase è l'essiccazione, durante la quale i pistilli vengono essiccati su un setaccio attraverso il calore di una brace a legna. Un processo particolarmente delicato che deve avvenire lentamente. Sono tuttavia ammessi altri sistemi di essiccazione come il sole oppure gli essiccatoi elettrici. Prima di questa pratica è consentito umettare gli stimmi con olio extravergine di oliva di Sardegna con lo scopo di migliorarne aspetto e conservazione. L'ultima pratica a cui vengono sottoposti è il confezionamento in contenitori che non provochino danni al prodotto.
Così, quando aprirete una confezione di questo zafferano, scoprirete (e gusterete) tutti i profumi ed i colori di un prodotto e di una terra straordinari, quelli di Sardegna.

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