mercoledì 2 agosto 2017

Le dolci tentazioni ... nell'arte!

I dolci sono preparazioni presenti in molte occasioni nel corso della vita, sia per festeggiare ricorrenze religiose o civili che per commemorare i defunti. Sono inseriti anche nella storia e la tradizione della loro preparazione affonda le radici nel tempo.
Già a partire dal mondo antico, nel rituale nuziale di greci e romani, per esempio, gli sposi si scambiavano dolci. Nonostante ciò va precisato che la produzione era fondamentalmente domestica, sebbene alcuni panettieri li producessero all'interno delle loro attività.

(Jan Steen, La festa di San Nicola, 1665-1668, Amsterdam,
Rijksmuseum)

Fu solo all'inizio del Medioevo che la loro produzione si spostò, divenendo una delle attività dei monasteri, in particolar modo negli ordini femminili.
Dal XIV al XVI secolo , attraverso l'evoluzione delle tecniche di produzione dei dolci e l'aggiunta di nuovi ingredienti, nacquero e si consolidarono soprattutto in ambito italiano le differenze dolciarie di matrice regionale o comunque territoriale; i savoiardi e la crostata appartengono proprio a questo periodo. Durante il Rinascimento il dolce diventò uno status symbol, prelibatezza gastronomica destinata quasi esclusivamente ai palati che se lo potevano permettere considerando soprattutto il costo di materie prime come lo zucchero.
Questo aspetto culturale e sociale rimase consolidato anche nei secoli successivi, i dolci nella vita dei nobili erano presenti a partire dalla colazione fino agli ultimi momenti della giornata.
Furono uno dei punti importanti non solo per la gastronomia ma anche, in generale, per la cultura del territorio; questo aspetto durò secoli. Nel XVIII secolo Vincenzo Corrado, cuoco filosofo e letterato italiano, dedicò la sua opera "Il credenziere di buon gusto" proprio ai dolci; del resto il Settecento fu un secolo importante per la pasticceria, soprattutto quella francese che si arricchì di numerose preparazioni e materie prime nuove o fino ad allora poco utilizzate.
L'Ottocento fu segnato soprattutto dallo sviluppo dell'industria, in un secondo momento anche quella alimentare e, al tempo stesso, alla predilezione della sempre più diffusa pasticceria professionale su quella casalinga.
Nell'arte, come del resto è stato visto per numerosi altri prodotti o generi alimentari, i dolci sono presenti sotto più significati, religiosi e laici.

(Christian Berentz, Cristalli e piatto di biscotti, fine
del XVII secolo, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica)

La prima opera proposta qua sopra presenta una scena di un ambiente aristocratico. I biscotti savoiardi nacquero nella Savoia attorno al XV secolo e furono una prelibatezza gastronomica che non tutti potevano permettersi. Il piatto d'argento su cui posano i dolci ne enfatizza la prelibatezza; infine la bottiglia di cristallo contenente il vino dolce ne testimonia l'abbinamento e conferma nella sua raffinatezza i ceti a cui il tutto era riferito.
Nell'opera presente qua sotto il vino è un chiaro riferimento all'eucarestia; i cialdonari, ovvero gli artigiani che preparavano le cialde, erano particolarmente in voga nel XV secolo. In questo caso il dolce sfizioso presente fa da completamento al significato del vino, ovvero le ostie utilizzate per l'eucarestia.

(Lubin Baugin, Un dessert di cialde, 1653-1640 circa, Parigi, Louvre)

In ultimo ho scelto questo magnifico quadro presente qua sotto che è molto particolare, soprattutto se si parla di arte e cibo. Nelle raffigurazioni dell' Ultima Cena infatti solitamente non sono presenti dolci, in questo caso Tintoretto pone al centro dell'opera una torta, aspetto insolito, simbolo che rimanda con tutta probabilità all'idea della dolcezza del corpo di Cristo fattosi eucarestia.
Simbologie curiose ed importanti insomma, che testimoniano un rapporto unico e particolarissimo!.


(Tintoretto, Ultima Cena, 1592-1594, Venezia, San Giorgio Maggiore) 

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