sabato 14 marzo 2015

L'oro del Mediterraneo: l'olio d'oliva dal Seicento all'Ottocento.

Il mondo dell'olio d'oliva è fatto di particolarità, credenze, innovazioni e tradizioni. Tutto ciò si fonda nella storia di questo vero e proprio oro, che è un po' anche la storia del nostro Paese e di tutti noi. Il suo percorso nel corso del tempo è stato caratterizzato da svolte, deviazioni, grandi discese ma anche faticose salite. Scoprire tutto ciò ci rende sicuramente più consapevoli dell'enorme patrimonio culturale e gastronomico che possediamo e, credo sia doveroso nei confronti dei nostri nonni che tanto hanno faticato per consegnarci questa meravigliosa eredità.
Nei precedenti articoli tematici è stato affrontato il percorso dell'olio d'oliva fino al Rinascimento, il Seicento fu per le olive e per la produzione dell'olio un altro periodo di crisi profonda. Due sono gli ordini di fattori che concorsero in tutto ciò: da un lato il clima divenne più freddo, con forti ripercussioni e livello di produttività e vita degli ulivi; dall'altro le guerre e gli sconvolgimenti continui dei precari equilibri politico-economici misero a dura prova la produzione e il commercio dell'olio. Specialmente al Sud, anni di buone produzioni alternati ad annate di pessime rese determinarono in molti casi l'abbandono delle coltivazioni che non ripagavano di tutti gli sforzi profusi.

(Jean-Baptiste-Siméon Cherdin, Natura morta con
barattolo di olive, 1760, Parigi, Louvre)

Durante il Settecento la situazione dal punto di vista climatico peggiorò notevolmente: le cronache riportano che il 6 gennaio 1709 la temperatura scese a -19 gradi e vi restò per diversi giorni; questo abbassamento ebbe effetti molto gravi sulle piante se si considera che l'olivo soffre molto l'improvviso abbassamento delle temperature sotto lo zero e il protrarsi di questa condizione.
Solo in Toscana la situazione climatica appena esposta stimolò l'espansione della coltura dell'olivo che favorì a sua volta la nascita dell'importante Accademia dei Georgofili, istituzione di tipo scientifico che si occupava di agricoltura e di come migliorare il settore. Una delle tematiche di discussione che più fra tutte accese numerose riunioni dei georgofili fu il quesito se l' innalzamento delle temperature durante la fase di estrazione dell'olio fosse una necessità oppure un pericolo (quesito esistente ancora oggi).
Durante il Settecento il mercato dell'olio italiano, quello alimentare e le tipologie utilizzate per altri usi, vide un forte aumento della richiesta in tutta Europa. Grazie a ciò, alla fine del secolo l'Italia era ricoperta da ulivi per gran parte del territorio. Il nostro protagonista divenne quindi un prodotto amato in molti paesi, basti pensare che Caterina zar di tutte le Russie, ricevette in regalo dallo studioso Giovanni Presta un cofanetto di legno d'olivo che conteneva un campionario dei migliori oli italiani. Inqueto secolo l'Italia assistette ad un vero e proprio boom dell' olio ligure che causò la conversione di molti territori all'olivicoltura.

(rappresentazione antica di un frantoio)

Il successo che l'olio del nostro Paese ebbe in tutta Europa e non solo fu dovuto anche e soprattutto al fatto che, (sebbene la sua qualità non fosse comparabile a quella attuale)  gli oli provenienti da Spagna, Grecia e Francia non potevano competere per quantità e qualità con quelli italiani.
Solo con l'avvento di altri oli e grassi, che entrarono in commercio grazie alla Rivoluzione Industriale, l'olio perdette alcune zone di mercato.
Durante l'inizio dell'Ottocento si ebbe un incremento abbastanza uniforme in tutto il Paese della produzione, anche dal punto di vista qualitativo. Le cose cambiarono dalla seconda metà del secolo a causa di una forte contrazione della produzione dovuta a due fattori principali: da un lato un nuovo irrigidimento del clima, dall'altro l'inizio delle grandi migrazioni che determinarono un abbandono delle campagne e delle coltivazioni. Di contro, grazie a questo grande e importante fenomeno sociale, l'olio d'oliva fece il suo debutto anche in America, andando ad influenzare gusti e consumi.
Con il Novecento nuovi scenari economici, culturali, sociali influenzarono e modificarono la produzione dell'olio e il suo mercato, gettando le basi per l'olivicoltura moderna; ovviamente tutto ciò verrà analizzato attraverso un articolo successivo.

(Van Gogh)

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