giovedì 14 agosto 2014

Riti, usanze e tradizioni alimentari a Ferragosto.

Il giorno che ci accingiamo a trascorrere a casa oppure nelle località di villeggiatura anticamente era un periodo molto importante, durante il quale venivano effettuati diversi riti di purificazione per mezzo dell'acqua o del fuoco. Di tali atti mistici era pieno il calendario delle culture pagane ed avevano una forte valenza purificatrice.
Il ferragosto o feriae augusti era presente già nell'antica Roma, periodo in cui i padroni avevano la tradizione di dare le mance ai loro servi, non solo,  esso era anche il meritato riposo dopo i lavori agricoli primaverili ed estivi e prima di quelli autunnali. Il 21 agosto si celebrava inoltre la "consualia", una serie di feste dedicate a Conso, divinità protettrice dei campi e dell'agricoltura. Fu più precisamente Augusto nel 18 a.C. ad istituire gli augustali ovvero  agosto come mese dedicato alle ferie; durante questo tempo si svolgevano una serie di celebrazioni la cui più importante era quella dedicata a Diana, dea della fertilità delle donne e della terra, che cadeva il 13 del mese.
Successivamente questa festa fu adottata dalla Chiesa Cattolica e in seguito Papa Nicolò I la trasferì al 15, festa dell'Assunzione.


Questa solennità che, nella mente di tutti viene tradotta con un periodo più che una festa religiosa, è il tema di molte opere, film e libri, su tutti ne cito solo alcuni: l'opera lirica "I pagliacci" di Ruggero Leoncavallo, il film "Il sorpasso" del 1962 di Dino Risi con Vittorio Gassman, e per quanto riguarda la letteratura come non ricordare "Scherzi di ferragosto" in "Racconti romani" del 1954 di Alberto Moravia.
Oggi è vissuta all'insegna delle gite fuori porta ed agli incontri con famiglia ed amici: un esempio su tutti è la tradizione tipica di Torino durata fino  al XX secolo, qui molti cittadini si recavano a pranzare, in alternativa al ristorante, al parco in riva al Po, vicino alla chiesa della Madonna del Pilone. Questa usanza era chiamata "festa delle pignate a la Madona del Pilon" e consisteva nel pic nic seguito da giochi conviviali.
La manifestazione citata ora non è l'unica presente sul territorio italiano: durante la festività di cui sto parlando sono numerose infatti le sagre, gli eventi gastronomici e, primi fra tutti, i pali in numerosissime varianti (pensiamo al favoso palio di Siena).
 La tradizione consolidata di fare gite trova origine durante il Ventennio fascista: dalla seconda metà degli  anni Venti il regime organizzava attraverso le associazioni dopolavoristiche delle varie corporazioni, centinaia di gite popolari.
L'iniziativa nacque per dare la possibilità alle classi sociali meno abbienti di visitare le città italiane o di raggiungere località di villeggiatura montane o marine con due formule: "gita di un sol giorno", ovvero una gita breve nel raggio di circa 50-100km; oppure "gita dei tre giorni", nel raggio di circa 100-200km.


E per quanto riguarda il lato gastronomico? Quali tipicità e tradizioni la fanno da padrone? In cucina domina sicuramente il detto popolare "A ferragosto si mangiano i piccioni arrosto", questa tradizione è diffusa in molte parti d'Italia, specialmente nella zona centrale dove trova la sua origine in Toscana in epoca Carolingia.
In Sicilia domina il famoso gelu di muluna (o gelo d'anguria), decorato con foglie di limone e fiori di gelsomino, tipico dolce a cucchiaio di questa festività.
A Roma il pranzo tradizionale consiste in fettuccine ai fegatelli, pollo in umido con peperoni e per finire cocomero freddo.
Sull'Appennino tosco-emiliano sono presenti tre golosità dolci: ciambelle d'anice, biscotto di mezz'agosto di Pitigliano e zuccherino montanaro bolognese di Lizzara Morandi.
E per concludere in dolcezza non si può non parlare delle "Margherite di Stresa", biscotti offerti agli ospiti dalla regina Margherita durante i ricevimenti a ferragosto.
A tutti auguro buone vacanze e sereno ferragosto!.

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