giovedì 8 maggio 2014

Maggengo: quando i nostri nonni facevano il fieno in primavera... (ovvero: lavori agricoli perduti)


Nell'aria è il profumo del fieno:
le erbe che disseccano al sole dopo
che furono tagliate dalla lunga falce
manovrata dall'uomo o dalla crepitante
falciatrice meccanica, esalano un aroma
acuto ed inebriante,
il fieno che si raccoglie in questo mese,
per cui è chiamato maggengo,
è il foraggio più pregiato, più morbido,
più nutriente.

(G. G. Moroni)





Lassù in alto
appare come un sogno
piccolo e dolce paese di montagna.

Lontano nel tempo
vive nei ricordi
delle belle estati che furono.

Un suono di campanella echeggia
tra i corridoi brulicanti di ragazzini
un altro anno è terminato.

Corri corri si parte,
il dolce paese montano
aspetta l'arrivo festante.

Eccola la montagna si erge all'orizzonte
in tutta la sua maestosità,
dondolio di campanelle nella vallata.

Una strada tortuosa si inerpica,
tre, quattro, cinque tornanti
casupole appaiono bianche e marroni.

Un silenzio lieve e soffice si respira,
aria fresca bagnata di rugiada
inizia la vacanza sognata.

Sento ancora l'odore del fieno,
 il profumo dei focolari nelle strade di paese,
questi teneri ricordi delle estati che furono,

rimangono inalterati qui,
nei miei pensieri,
nel mio cuore.

(Patty Portoghese)





L'aroma del fieno inebria come un vino
generoso, da le vertigini come il fermento del mosto

(Michele Saponaro)







Chi fa male, guadagna un carro di sale, e chi fa bene guadagna un carro di fieno

(antico proverbio toscano)







"... Una volta la Lupa si innamorò di un bel giovane che era tornato da soldato, e mieteva il fieno con lei nelle chiuse del notaro..."

(Giovanni Verga, da "La Lupa", Vita nei campi)


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